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venerdì 22 maggio 2009

Il blog è morto. Il blog è vivo?

Informo i miei lettori che a giorni il blog non sarà più raggiungibile. Non è una decisione che ho preso io, ma se Secondopiero.com chiuderà, come è stato annunciato, anche i blog Cronache maceratesi e Homoblog ne seguiranno il destino.

Grazie a Francesco Cittadini che ha lavorato dietro le quinte. Fondamentale il suo supporto informatico sempre puntuale.

Grazie a Matteo Zallocco che mi ha coinvolto fin dai primi mesi nell’attività editoriale, nella “redazione virtuale” del blog ed eravamo così convincenti che inizialmente c’è chi pensava che veramente io e Matteo lavorassimo fianco a fianco in un vero ufficio.
Quando è iniziato tutto, nel 2005, era il periodo in cui si parlava per la prima volta dei blog urbani, c’era un fermento in questo senso, un nuovo modo partecipato di fare informazione. Sono orgogliosa di aver contribuito a far conoscere alcuni aspetti di Macerata e di altri comuni attraverso i miei post nel blog.

Sono commossa, non lo nascondo, ci sono tanti bei ricordi che si affollano nella mia mente, ricordo le mie uscite in giro con taccuino e macchina digitale come reporter tra manifestazioni e conferenze, mi sono sempre divertita moltissimo nell’organizzare, nel partecipare e raccontare. I mitici live blogging!

Ho scoperto di avere dei lettori inaspettati che non conoscevo, perché non hanno mai commentato, ma erano lì ad attendere i miei posts. Grazie davvero a tutti.

Continuare? certo, si potrebbe e per una frazione di secondi mi è frullata l'idea, ripensando a tutti i miei posts che non sarebbero stati più leggibili. In fondo il blog Cronache Maceratesi ha avuto vita indipendente soprattutto negli ultimi tempi. Ma non è una decisione facile, e non vorrei essere da sola a prenderla. E non vorrei anche trovarmi da sola nel continuare. Significherebbe già pensare ad un nuovo indirizzo e organizzarsi per traslocare, cercando se possibile di non perdere i commenti.

Ammetto di essere un po' confusa. Aiutatemi a prendere questa decisione, qualunque sia la vostra opinione.

Scrivetemi, vi aspetto! giovannagiovi2000@yahoo.com.

by giovi

venerdì 1 maggio 2009

La pizza sperimentale della Giovi



Ieri sera, sono stata colta dalla voglia di provare a fare la pizza con il formaggio. Esperimento premeditato visto che avevo tutti gli ingredienti necessari. Ho riconvertito in versione salata, la ricetta dei Dukatenbuchteln, togliendo lo zucchero e aggiungendo manciate generose di formaggio parmigiano grattugiato e poi pezzi di provolone.

Sarà la fortuna del principiante, ma il risultato è davvero riuscito.

Oggi finalmente c'è un po' di sole, buon primo maggio!

by giovi

giovedì 30 aprile 2009

Il week-end della cuccagna


Che tempo farà nel week-end? Le ultime giornate non sono state affatto clementi. Comunque sperando che riappaia il sole qualche dritta per uscite in cui coniugare enogastronomia, arte e cultura. Nei prossimi giorni nelle Marche o appena fuori regione, da Nord a Sud sono diverse le mete da raggiungere, un vero girone dei golosi.

Iniziamo con Squisito a San Patrignano sulle colline riminesi. Squisito si presenta come "L’Italia del cibo e del vino di qualità. Cuochi, prodotti, ricette, vini". C'è anche il BlogCafè.

A Cagli Distinti salumi, la città d'arte a pochi chilometri da Urbino e Gubbio, apre i suoi antichi palazzi nobiliari, e li trasforma, nelle tre giornate della Rassegna, in sale di degustazione, percorsi didattici, educazioni sensoriali, esperienze tattili, visive tra laboratori del gusto e mercatini anche la mostra "Donne e maiali". Vi incuriosisce?

A Fabriano l'1-2 Maggio si terrà Colti e mangiati, manifestazione che spazia sul gioco delle parole: “colto”, al tempo stesso aggettivo che significa “erudito” o “sapiente”, ma anche participio passato di cogliere. Attenzione quindi della manifestazione alle materie prime e a ciò che viene successivamente trattato o trasformato.

Arriviamo ad Ascoli-Piceno. Nel cuore della città per il quinto anno consecutivo torna la vetrina delle fritture italiane: Fritto misto al'italiana dalle arancine siciliane, al batsoà piemontese, passando per le olive all’ascolana, per il formaggio fritto abruzzese, il baccalà romano, i fiori di zucca toscani; dagli zafarani cruschi calabresi, al fritolin veneziano, fino ai krapfen altoatesini. C'è anche la Fritto card. Il Ticket di ingresso delle lezioni è 20,00 euro, apperò! C'è inclusa la degustazione.

Se andrò da qualche parte? Credo di no, scadenze urgenti per me e il prossimo week-end sarà di lavoro, ma voi se andate, ci raccontate com'è andata?

in progress

by giovi

sabato 25 aprile 2009

Il cuoco nudo nelle Marche. Ma anche no.



Notizie che non lo erano, o meglio lo erano a metà. Annunciato l’arrivo di due grandi chef Gennaro Contaldo, maestro di Jamie Oliver e lo stesso chef noto in tutto il mondo. "Jamie Oliver, il ‘Vissani inglese’, sarà a Porto San Giorgio, nell’agriturismo Marche Life", "Due grandi maestri della cucina ospiti a Macerata" scriveva il quotidiano locale. Jamie Oliver è una vera star nel suo paese. E’ conosciuto anche come autore e protagonista della trasmissione TV "Il cuoco nudo" dove parla della sua cucina semplice con grandi doti da intrattenitore. Cucina rigorosamente solo con le mani: per questo si autodefinisce un "cuoco nudo", cioè senza accessori, strumenti, eccetera. Un altro particolare di Jamie è il suo grande amore per l'Italia: ha pubblicato un libro "Il mio giro d'Italia", Tea Edizioni e con il suo maestro Contaldo ha progettato la catena di ristoranti Jamie’s Italian.
Per la verità, lo chef inglese non faceva parte del gruppo che ha visitato le Marche nei giorni scorsi. Il team in visita nelle Marche fino a venerdì era composto infatti da Gennaro Contaldo, dal manager di Jamie Italian e altri imprenditori. Nella giornata di venerdì, il finale del tour marchigiano all’enoteca comunale "Antichi Forni" a Macerata con degustazioni di vini e prodotti tipici regionali. Comunque è stato un momento in cui alcune aziende marchigiane hanno avuto l’opportunità di incontrare imprenditori stranieri e stabilire nuovi rapporti commerciali. Una iniziativa in tal senso potrebbe essere avviata in tempi molto brevi. Gennaro Contaldo ha infatti in progetto di realizzare un programma televisivo nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Tutta l’iniziativa nel suo complesso ha avuto il patrocinio del Comune di Macerata e rientrava nel progetto di promozione del prodotto made in Marche della società My Marca.

Fonte immagine.

by giovi

martedì 17 marzo 2009

Il risveglio dei maceratesi



A Perugia tra due giorni inizierà Breakfest: Il risveglio degli italiani, un evento interamente dedicato alla colazione. Sponsor principale sarà il Mulino Bianco che sarà protagonista di tanti appuntamenti e iniziative, tra le quali la presentazione di un reportage fotografico, realizzato in giro per l’Italia, dedicato al risveglio degli italiani. Successivamente, a partire da maggio, partirà un tour che porterà Mulino Bianco a dare il risveglio con la colazione all’italiana in più di 100 piazze delle medie e piccole città del Paese.
Ma cosa mangiano gli italiani a colazione? E quanto tempo dedicano a quello che è considerato uno dei pasti principali della giornata? Secondo i dati Istat sarebbero il 79,2% gli italiani dediti a consumare una colazione adeguata in termini nutrizionali. Sapete tutti vero di cosa stiamo parlando? E la metà di loro dedica al primo pasto della giornata meno di dieci minuti, per mancanza di tempo o di appetito. Nei mesi scorsi una ricerca sulla prima colazione in Italia, commissionata da Kellog’s e realizzata da GFK Eurisko, ha evidenziato che l’83% degli italiani fa la prima colazione, il 46% fa una colazione veloce, la colazione fast. Il 54% fa una colazione slow, cioè una colazione con tranquillità seduto a tavola. E voi? Tè o caffè? Latte o yogurt? Ciambella fatta in casa o fette biscottate? Nella Colazione fast è il caffè protagonista, nella colazione slow è il caffellatte o il tè.

Voi di che colazione siete breakfast fast o breakfast slow? Domani mattina armatevi di macchina digitale o telefonino e sia a casa o al bar, documentate la colazione, l'atmosfera, i luoghi e il risveglio della città in cui vivete. Scattate e inviate a giovannagiovi2000@yahoo.it. I primi dieci scatti riceveranno un dolce omaggio che verrà svelato presto. Comincio io, la mia situazione mattutina. Appena alzata, considero il caffè indispensabile, non connetto se non lo prendo.

by giovi

venerdì 13 marzo 2009

Che ne dici di un calcione?

March 13, 2009, 8:08 pm



Quando vado in centro in Ancona, faccio sempre una sosta presso la "Bontà delle Marche", per me il più bel negozio di enogastronomia della città. Ci potete anche mangiare all'ora di pranzo se siete in zona. Di certo Mariana e Paula si ricorderanno di quando le ho portate a pranzo il primo giorno in cui si sono trovate sul suolo marchigiano, le avevo portate lì a mangiare qualcosa dopo il lungo viaggio.

Oggi pomeriggio ho fatto la foto della vetrina, come sempre ricchissima di cose buone. Stavolta c'erano dolci pasquali in mostra.
Li avete riconosciuti? di certo avrete notato i "calcioni". Sono un prodotto dal sapore dolce e leggermente piccante. L'area di produzione è la provincia di Macerata, particolarmente nel territorio del Comune di Treia.
Il calcione di Treia è stato dichiarato dal Ministero "prodotto agroalimentare tradizionale". E' preparato con un disco di pasta sfoglia spesso un centimetro e del diametro di circa dieci centimetri, al centro del quale si colloca un impasto formato da farina di grano, uova, formaggio pecorino, zucchero e olio. Si cuociono al forno e si servono come dessert o come spuntino, accompagnato da un vino bianco secco o dalla vernaccia.

Vi ho fatto venire fame?

by giovi

venerdì 6 marzo 2009

OsservaSalute: Come stanno i marchigiani?

Anche nel 2008 Osservasalute con il suo team di esperti ha studiato lo stato di salute della popolazione italiana e la qualità dei servizi erogati dai Sistemi Regionali Sanitari. In linea generale lo stato di salute degli italiani è complessivamente buono, ma permane, e in qualche caso aumenta, la differenza tra macro aree geografiche, tra singole regioni e tra maschi e femmine. Presi in considerazione numerosi indicatori per raccogliere dati sulle malattie cardiovascolari, malattie metaboliche, malattie infettive, salute materno-infantile, salute degli immigrati, assetto economico-finanziario, disabilità. Il Rapporto descrive quindi e confronta la situazione demografica, lo stato di salute e l’organizzazione dell’assistenza sanitaria delle popolazioni nelle 19 regioni e nelle 2 Province Autonome di Trento e Bolzano in cui è suddiviso, secondo criteri amministrativi, il territorio italiano.

Avrei voluto leggere il rapporto completo, occorre acquistarlo. Per ora ho letto solamente i vari comunicati stampa. Cosa è stato dimostrato in sintesi? Che in Italia -e le Marche si allineano con questo risultato- la percentuale di persone in sovrappeso è cresciuta, lo stesso andamento ha seguito l’obesità. La prevalenza di sovrappeso e obesità aumenta con l’ età, ed è soprattutto maschile. La percentuale di uomini in sovrappeso è infatti quasi doppia di quella del sesso femminile.

In calo il numero di sportivi. Rispetto agli anni precedenti, il rapporto ci informa che le abitudini alimentari sono cambiate e in modo non del tutto salutare. Una tendenza che seguono tutte le regioni. Gli esperti dicono che sono peggiorate le abitudini alimentari soprattutto dei più piccoli: nella fascia d’età tra i 3 e i 5 anni è aumentata la presenza di grassi e salumi nella dieta. Tra le abitudini alimentari da rivedere, si rileva anche un basso il consumo di frutta e verdura. Nonostante si conosca il ruolo protettivo esercitato da questi alimenti, solo il 5,3% delle persone mangiano almeno 5 porzioni al giorno di ortaggi, verdura e frutta come nel Rapporto 2007. Crescente risulta il consumo di dolci e quello di snack salati (dal 54,6% di consumatori nel 2003 al 57%). Per quanto riguarda i consumi di bevande si osserva la diffusione del consumo di alcolici fuori pasto, e fortemente crescente quello di aperitivi alcolici. I fumatori sono in aumento a quota 12 milioni.

Tra i dati raccolti anche l’età media dei cittadini. Si confermano le tendenze degli anni passati, come il livellamento dell’aspettativa di vita di uomini (78,4 anni al 2007) e donne (83,8 anni al 2007), sempre più simile tra loro e l’invecchiamento generale della popolazione. Resta anche quest’anno il primato delle Marche con gli abitanti che vivono più a lungo (79,3 anni per gli uomini, 84,9 per le donne). Che Le Marche fossero la regione con la maggiore longevità lo sapevamo da tempo. E il report ci conferma il dato anche per il 2008. La provincia di Macerata detiene da anni il record con numerosi cittadini oltre la soglia dei 100 anni di età.

La città che conta più centenari? E' proprio Macerata. E qui trovate i vari nomi di questi maceratesi da record distribuiti nei vari comuni. Tra le più anziane centenarie che hanno festeggiato il compleanno recentemente c'è la signora Santa Gennari, di Comunanza (AP), ha compiuto 110 anni. Buon compleanno Santa!

- Relazione 2007; Relazione 2006

by giovi

domenica 1 marzo 2009

E' dolce la vita?

In questi giorni sto preparando delle diapositive per un convegno nel corso del quale si parlerà di diabete, alimentazione e stili di vita. L’evento, organizzato in occasione della presentazione del libro "La dolce vita", è programmato per sabato prossimo 7 marzo 2009 a Pesaro. Il libro contiene sessanta ricette scritte da 20 chef, belle foto e indicazioni di lavoro. Nelle Marche si stima che siano 70 mila le persone affette dal diabete. Nei 14 Centri antidiabetici regionali sono circa 40 mila i pazienti seguiti. Ogni anno, si registra un incremento dell’11% nel numero dei soggetti colpiti dalla patologia. Attualmente nell’archivio informatizzato della unità operativa Asur 9 di Macerata, sono registrati 4.781 pazienti, di questi, 1.369 sono in terapia insulinica.. Ad essi vanno aggiunti i dati della Asur 10 di Camerino con 2.500 pazienti registrati. Nella Asur 8 di Civitanova sono registrati 2.600 pazienti iscritti e circa il 30 per cento in terapia insulinica.

Il libro si rivolge ai pazienti diabetici e a chi vuole prevenirlo contrastando obesità, sovrappeso e squilibri metabolici. Pertanto, le ricette sono precedute da raccomandazioni stilate da Amd (associazione medici diabetologi), Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) e Fand (Associazione italiana diabetici) sulla terapia nutrizionale del diabete. Ogni regione italiana è rappresentata da uno chef. Qualche esempio tra le ricette? Crema di mele con ragù d’uva e noci, zuppa di cipolle gratinata, pasta e fagioli, orecchiette di grano arso agli ortaggi di stagione e cacio ricotta. Le Marche sono rappresentate da Mauro Uliassi che propone "Triglie con couscous, acqua di pomodoro, erba cedrina e anguria". In alternativa: "Calamaretti pennini alla cacciatora" e "Erbe selvatiche, germogli e capesante arrostite. I piatti non sono sempre facili da eseguire, non solo per il tempo necessario e il livello di difficoltà, anche gli ingredienti non sono facilmente rintracciabili. Per esempio, avete in frigo i cuori di lollo? O i naseddu? Il galletto di valdarno? Insomma ricette non per tutti i giorni. La prima edizione è stata stampata in 20 mila copie e distribuita nei centri di diabetologia e ai pazienti delle 100 sedi Fand sul territorio nazionale. Se vi interessa, il libro può inoltre essere richiesto gratuitamente telefonando al numero verde Fand (800.82.00.82) o scrivendo all'indirizzo ladolcevita@lapostainrete.it.

Fonti: progettodiabete.org

by giovi

mercoledì 25 febbraio 2009

Sport drinks tra i banchi di scuola

All’Università di Camerino presso la Facoltà di Farmacia, c'è il Corso di Scienze e Tecnologie del Fitness e dei prodotti della Salute, l’ho scoperto ieri. Nel piano di studi materie riguardanti la biochimica e la fisiologia umana, si trattano anche gli integratori e loro ruolo. Tra i docenti a contratto c’è il Dott. Nicola Sponsiello, uno dei rappresentanti del Gatorade Sports Science Institute, il laboratorio della Gatorade che studia l'idratazione e l'alimentazione sportiva. Gatorade è un prodotto che non è più solo usato da chi fa attività fisica e ha bisogno di reintegrare i sali minerali perduti con l’attività fisica. Troviamo le confezioni ovunque, al bar, nei distributori automatici e al supermercato. Acqua, sali, coloranti e aromi.

Nel web surfing alla ricerca di progetti di educazione alimentare rivolti ai giovani mi sono imbattuta proprio nella iniziativa della Gatorade che ha prodotto un kit didattico per i ragazzi e una guida per le insegnanti su “Il bello dello sport – bere, mangiar sano e stare in forma” con giochi, vignette e quiz. Alla stesura dell’opuscolo edito da Giunti Editore, e in cui si spiega l’importanza dell’attività fisica in età giovanile e il valore di una corretta alimentazione e idratazione legate allo sport, ha partecipato il prof. Sponsiello. Trovate qui alcune pagine.

Non è la prima volta che vedo un multinazionale stampare opuscoli didattici ed entrare nelle scuole per stabilire un contatto con giovani e famiglie. Una strategia assai frequente per far conoscere i propri prodotti. D’altra parte dietro Gatorade c’è un nome che non ha bisogno di presentazioni: PepsiCo. Di solito non manca anche un testimonial, magari un personaggio sportivo, di solito un calciatore. Sport, calcio e business vanno così d'accordo. E anche stavolta è proprio così, la Gatorade per la campagna divulgativa ha scelto Cannavaro.

Quale prodotto nuovo della Gatorade è rivolto ai più giovani? Cosa è stato presentato di recente? Eccolo! Proprio un integratore per i bambini. Si chiama Gatorade Young Stars: sodio, potassio, magnesio, cloruro e carboidrati con aggiunta di calcio.

Gatorade version: lo chiedono le mamme e noi lo abbiamo messo a punto. Gatorade Young Stars è definito -leggo nelle pagine web dell’azienda- il primo sport drink pensato e sviluppato per i ragazzi dagli 8 ai 12 anni: la fascia di età più attiva della popolazione, ma che sempre più spesso va incontro a problemi di sovrappeso dovuti ad un’alimentazione poco equilibrata e alla mancanza di attività fisica.

Giovi version: Mi sa che avevo proprio ragione, la Gatorade aveva un nuovo prodotto e doveva farlo conoscere. La scuola è l'ambiente più usato perchè permette di avvicinare famiglie e bambini. Serve un testimonial di successo. Insomma la mia idea sulla reale utilità di certi prodotti non è cambiata. Servono certi integratori? Sono indispensabili come vogliono farci credere? Passo la parola a Michelangelo Giampietro, un esperto del settore.

by giovi

giovedì 19 febbraio 2009

Do you BIT? Brand Marche, bandiere e tipicità maceratesi in mostra



L'edizione 2007 della Borsa Internazionale del turismo ce la ricorderemo come l'edizione in cui Rutelli presentò il sito Italia.it. Poi sappiamo com'è andata. E si ricomincia, l'edizione 2009 partirà oggi 19 febbraio a Rho (Mi). Vetrina per addetti ai lavori, convegni,incontri e occasioni per parlare di viaggi 2.0. Le Marche saranno presenti con uno stand ampio trecento metri quadrati, sarà a forma di tre "scatole -regalo" impacchettate da una carta raffigurante le più belle e suggestive immagini delle Marche del mare, delle colline e della montagna, dei teatri e dei borghi. Il brand Marche si presenterà così agli addetti ai lavori nei padiglioni del quartiere fieristico Rho La sorpresa? La possibilità di vincere una vacanza nella nostra regione e saranno 250 coppie che potranno soggiornare gratuitamente in diverse località. Testimonial dell'iniziativa saranno i ''turisti per caso": Syusy Blady e Patrizio Roversi. Tutti i visitatori della Bit il 21 febbraio potranno partecipare infatti al concorso: ''Vieni e vinci una vacanza da sogno nelle Marche''. Se alla fine di un percorso stabilito, si accenderanno delle spie luminose, il visitatore avrà diritto alla vacanza.

La promozione del territorio maceratese sarà ospitata nello stand marchigiano. Spazio quindi allo Sferisterio che presenterà la stagione lirica 2009.
Ovviamente non mancheranno i prodotti tipici presentati ai giornalisti del settore. Domenica 22 febbraio alle ore 11.00 l’Associazione “Tipico Maceratese”, di cui non ho trovato nessuna notizia in rete, presenterà i “Weekend golosi”.

Alla Bit 2009, anche le tipicità dei 16 comuni marchigiani che hanno ricevuto la Bandiera Arancione. Quali sono? Un aiutino?

Fonti: Marche.travelnostop.com; Unonotizie.it

by giovi

venerdì 13 febbraio 2009

Vino e lirica allo Sferisterio

Image

"Viva le femmine, viva il buon vino, sostegno e gloria d'umanità"
Mozart, Don Giovanni

Mangiare e leggere per molti aspetti si somigliano, un libro può essere di facile lettura o pesante, perfino indigesto, altrettanto un piatto, può essere piacevole, accattivante o il contrario... E nella storia della letteratura sono tante le pagine in cui ricorrono cibi, vini o altri alimenti. Riferimenti al cibo li troviamo anche nella pittura e nella musica. E proprio il binomio vino e musica lirica, è stato scelto per la serata maceratese del 14 febbraio 2009. Presso gli Antichi Forni alle ore 18.00 si svolgerà l'incontro "Vino e Lirica, un calice di musica", l'occasione per ascoltare brani di lirica ispirati al vino, composti da grandi autori del passato. l'idea di abbinare vino e musica non è nuova ed è già stata sperimentata in altre occasioni. Il San Valentino allo Sferisterio è organizzato da Sferisterio Opera Festival, Slow Food Corridonia e Banca Marche. Non solo musica durante l'incontro, ci sarà infatti anche una conferenza tenuta da Luisa Curinga e Anna Maria Ioannoni Fiore, le due docenti partiranno dal vino utilizzato nei brindisi più famosi come quelli presenti nelle opere di Verdi. Altri brani con riferimenti enoici saranno di Adriano Banchieri, Bela Bartok, Gaetano Donizetti. Non mancheranno riferimenti alle opere del compositore pesarese Gioacchino Rossini. Di quest'ultimo conosciamo la passione per la buona tavola. Sin da bambino -dicono i biografi- ci teneva a fare il chierichetto, ma lo faceva per il solo motivo di bere qualche goccia del vino contenuto nel calice del prete, e usava delle originali frasi per indicare tutto ciò che riguardava il cibo tra cui ricordiamo: "L'appetito è per lo stomaco quello che l'amore è per il cuore" e "Non conosco un lavoro migliore del mangiare"

by giovi

giovedì 5 febbraio 2009

A San Ginesio, tra filari e vignaioli virtuali



L’anno scorso avevo parlato delle iniziative di adozione di alberi di ulivo a Loro Piceno. Torno a parlare della possibilità di soddisfare, seppure a distanza, l’istinto bucolico e della volontà di supportare attività agricole e contribuire a preservare piccole produzioni artigianali. Pioniere è stata l’associazione Archeologia Arborea di Città di Castello in Umbria che offriva la possibilità di adottare nespoli, sorbi, prugnoli, biricoccoli. Obbligatorio andare a far visita alla pianta adottata almeno una volta all’anno, e ovviamente recarsi in zona per raccogliere i frutti.
Le iniziative si sono moltiplicate nel tempo. Potete adottare una pecora in Sardegna. O maiali. Adottare un frutteto in Molise e in Trentino. Se invece è il vino la vostra passione e avete sempre sognato di possedere un vigneto potreste cominciare con Mywinefarm.com in cui vi potete immedesimarmi proprietario di una cascina situata tra le colline della provincia di Asti. L'obiettivo è produrre il vostro vino locale, potete scegliere quale tipologia produrre, cimentarvi sui fattori necessari a produrlo tra trattore, cantina, mosti e tappi, fino al momento della vendemmia.
In diverse regioni è poi possibile adottare un vigneto come avviene in Valtellina e da altre parti. Se vi piace l’idea e magari cercate una iniziativa vicina, magari proprio nel maceratese, in modo da andare a vedere con i propri occhi come crescono i grappoli, vi segnalo che a San Ginesio, alcuni imprenditori hanno pensato a questa iniziativa. Potete così scegliere i filari di vite da adottare e avere altre agevolazioni.

Di questa iniziativa nata a San Ginesio, non sapevo nulla fino a ieri, quando il sign.Maurizio, uno degli imprenditori maceratesi coinvolto nel progetto, ha lasciato un commento su un mio post sul vino cotto, scritto di più di un anno fa. Magari sarebbe bello se Maurizio ci raccontasse qualcosa di più e come è stata accolta l'iniziativa.

by giovi

domenica 1 febbraio 2009

Identità golose, il lato B e i cuochi di Marca a congresso

E' iniziata oggi la quinta edizione di Identità golose a Milano. Un vero girone dei golosi e chef che salgono in cattedra e diventano relatori. Un programma ricchissimo con numerosi protagonisti della cucina nazionale e internazionale. Il tema sarà "Verdure, vita, vent’anni". Stavo guardando il programma degli interventi e cosa ho scoperto? Che in questa edizione, ospite sarà la regione Marche. Ovviamente la regione è rappresentata da un drappello di chef ambasciatori dell'associazione I cuochi di Marca. Sul palco, dove per la prima volta sarà possibile cucinare a vista, salirà un equipe formata da 6 cuochi marchigiani. Chi saranno?

Il primo a intervenire lunedì (ore 15:00) sarà Mauro Uliassi che scherzerà sulla regione Marche: il lato "B" della Toscana.

Si continuerà martedì.

ore 12:30 - Lucio Pompili, pane e salame

ore 15:00 - Carmine Calò, la mia nuova cucina in una terra storica

ore 15:40 - Riccardo Agostini e la tradizione contemporanea

ore 16:20 - Michele Biagiola: le sensazioni nel chilometro sotto zero

ore 17:00 - Aurelio Damiani e le patate lesse

ore 17:40 - Moreno Cedroni, Blu, colore anti-gastronomico per antonomasia

Non mancheranno i prodotti delle Marche, provenienti da tutto il territorio. I cuochi saranno accompagnati da vari rappresentanti della regione. Sono attesi quindi il presidente Gian Mario Spacca e l'assessore Vittoriano Solazzi, coadiuvati da alcuni dirigenti, generosi sostenitori dell'iniziativa.

Avete visto i prezzi degli ingressi?

by giovi

giovedì 22 gennaio 2009

Gourmet 2009: Il maceratese e quelli che le guide .....

In edicola, allegata alla rivista Tuttoturismo (costo 3 euro), trovate la guida dei ristoranti Gourmet 2009, Editoriale Domus. La guida è curata da Emanuele Barbaresi, un giornalista di Quattroruote e dai suoi sette collaboratori. La guida che vi portate a casa contiene come dichiarato in copertina, 249 recensioni di ristoranti italiani e di 90 stranieri, 100 ricette regionali tipiche, 200 prodotti locali di eccellenza. Sono già iniziati on line i primi confronti con altre guide più datate, tra consensi o critiche da parte degli addetti ai lavori. Non è di questo che vorrei parlare.
Ho sfogliato le pagine sulle Marche e non si può non notare l'assenza della provincia maceratese, oltre ad altre lacune. Ci auspichiamo che il prossimo anno i curatori si spingano più a sud della provincia di Ancona. Ammettono gli stessi autori che il budget era limitato in questa prima edizione. I ristoranti marchigiani segnalati sono: Il Piastrino a Pennabilli (PU), Uliassi e La madonnina del pescatore a Senigallia (AN), il Symposium a Cartoceto (PU), Il Saraghino a Numana (AN). Nessun ristorante maceratese o della provincia di Ascoli Piceno quindi.

Allora ho cercato se ci fosse qualche prodotto alimentare maceratese che avesse colpito i curatori. Sapevo che avrei trovato una descrizione stringata, infatti lo stesso curatore ha precisato che: "oltre alle recensioni, ci sono solo due pagine per regione che presentano in modo molto sintetico i principali prodotti del territorio. Giusto per avere un quadro di riferimento."

OK, fatta questa premessa riporto in sintesi i prodotti segnalati. "Della norcineria marchigiana che vanta" -secondo gli autori- "alcuni prodotti di spicco, ci sono il prosciutto crudo di Carpegna, prodotto nel cuore del Montefeltro..... e il salame di Fabriano (presidio Slow Food).... Non trovate imperdonabile l'assenza del ciauscolo?

Andiamo alla cucina regionale di mare che -si legge-fa molto affidamento su pesce azzurro (sarde alla marchigiana), sogliole, triglie e seppie. Notevole la qualità dei molluschi come le cozze, quelle selvagge della riviera del Conero vengono chiamate Moscioli (presidio Slow Food). Non vogliamo citare nella cucina di mare lo stoccafisso all'anconetana? e il brodetto di Porto Recanati?

Continuiamo la lettura di Gourmet: Non bisogna dimenticare che le Marche sono anche terra produttrice di paste alimentari, ecco allora un piatto, i vinci sgrassi, conteso tra Macerata e Ancona. Si tratta di una pasta al forno generalmente farcita con rigaglie di pollo, trito di bovino, o agnello e funghi. Veramente questa è una ricetta che andrebbe confrontata con l'originale, ci sono i funghi? Io trovo che i maccheroncini di Campofilone siano degni di essere citati.

Fra i dolci, è riportata la specialità di Serra dei conti: il lonzino di Fico (presidio Slow Food). E i cavallucci? Il frustingo? I calcioni?

Andiamo ai vini. Il vessillo dell'enologia Marchigiana secondo gli autori è il Verdicchio di Castelli di Jesi e di Matelica. Fra i vini rossi si distinguono il Rosso Conero e Rosso piceno. Una Doc meno conosciuta e quella del Lacrima di Morro D'Alba. E la Vernaccia di Serrapetrona? manca all'appello.

Altri prodotti segnalati: "Gustose le olive ascolane del Piceno, che sono alla base di una preparazione molto nota della cucina marchigiana, le olive ripiene..... Più a ovest, le colline e i monti dell'Appennino, zone selvagge e fascinose protette dal parco nazionale dei Sibillini, sono il regno di funghi, tartufi, celebre quello bianco di Acqualagna. Acqualagna dista parecchi km dai Sibillini.

Tra le inserzioni pubblicitarie, come si evince dall’impaginazione e dalla scritta “IP” presente nelle pagine di riferimento, ugualmente inesistente il maceratese. Tra i prodotti segnalati l'olio extravergine Raggia prodotto da una azienda di Roncitelli di Senigallia. Vogliamo sorvolare sull'errore di stampa nella immagine dell'olio prodotto (pag.299)? Ma come si fa a definire l'olio di raggia, come un olio ricavato da olive molto vecchie provenienti da alberi secolari. Olive molto vecchie? Imperdonabile descrizione di un olio mono varietale.

I limiti, li ammettono gli stessi autori, sono legati al prodotto nuovo, al budget limitato e, anche a possibili sviste.

Credo che ci sarà un seguito nel 2010, invitiamo gli autori a fare un giro nel maceratese? Nelle Marche, non ci sono solo i presidi Slow Food, di cui alcuni caduti nel dimenticatoio. Io suggerirei agli autori anche la lettura di una curata pubblicazione dell'Assessorato all'Agricoltura, Alimentazione e Pesca della Regione Marche. L'opuscolo, ricco di particolari, aneddoti e curiosità, si intitola: "I prodotti tradizionali della Regione Marche" ed è stato curato da Ferruccio Luciani.

by giovi

giovedì 15 gennaio 2009

Alimentazione e salute: una ricerca sul latte crudo

Torno a parlare del latte crudo, delle sue proprietà nutrizionali e di un progetto che mi è molto caro. Chi ha seguito le vicende degli ultimi mesi, avrà osservato che da una parte ci sono i fan e i produttori che difendono il latte crudo e affermano che il lattosio contenuto è tollerato anche da chi abitualmente non lo digerisce ed è costretto così ad escludere il latte bovino dalla propria alimentazione. Buone notizie quindi per tutti coloro che sono intolleranti al lattosio, il principale zucchero del latte?

Dall'altra parte gli scettici che affermano che non ci sono fondamenta scientifiche che sostengono certe affermazioni dei produttori e non ne condividono il loro entusiasmo. Ho seguito un po’ il dibattito, ho letto degli articoli scientifici e mi sono chiesta: Ma è possibile che nessuno dei produttori o loro supporter abbia sentito l'esigenza di dare fondamenta scientifiche che potrebbero supportare le loro affermazioni? Il latte crudo, che possiede un maggior contenuto in batteri lattici, e ovviamente se sono assenti i patogeni, può essere veramente utile ai soggetti che sono intolleranti al lattosio? Possiamo fare delle ipotesi sui meccanismi molecolari?

Insomma, mi sono appassionata all'argomento e mi è venuta una idea per una ricerca da portare avanti. Uno studio, i cui risultati potrebbero dare delle risposte o comunque aiutare a comprendere meglio le differenze tra il latte crudo e il latte trattato termicamente (pastorizzato o UHT). L’idea postata sul mio blog ha raccolto già delle adesioni. Andrea Busetto che gestisce la sua azienda e allevamento nel Montefeltro, mi ha inviato una tesi di laurea che analizza alcuni aspetti nutrizionali del latte crudo, altri allevatori mi hanno scritto per confermare l’interesse a collaborare

Non nascondo che mi farebbe davvero piacere se potessimo realizzare concretamente il progetto che ho in testa coinvolgendo anche i produttori locali. Ricorderete nelle Marche ce ne sono diversi, qui trovate la mappa nazionale. Nel maceratese se ne trovano sei, per la precisione sono a Urbisaglia, due a Tolentino, a Macerata, a San Severino Marche e a Ripe San Ginesio.

Se passa da queste parti qualche altro produttore disposto a collaborare, mi può scrivere e ci confrontiamo. In particolare mi interessa sapere se qualche produttore può mettere a disposizione il pastorizzatore. Mi dicono che alcuni micro caseifici dovrebbero averne in dotazione. A breve un progetto con aspetti e logistici ed economici descritti con maggiore dettaglio. Io come già detto, mi offro come volontaria per coordinare la cosa.

by giovi

venerdì 9 gennaio 2009

Operazione Rosso Cocciniglia


Gli insetti essiccati Dactylopius coccus da cui si estrae il colorante rosso cocciniglia (E120)


Il tritatutto è uno dei posts a cui sono più legata, è stato il primo che ho scritto qui sul blog Cronache Maceratesi. Avevo parlato di etichette fuorvianti e di coloranti alimentari, per la precisione del colorante E120 contenuto in alcuni prodotti di una delle principali aziende avicole del maceratese. La sigla E120 indica il colorante rosso cocciniglia. Da ieri alcuni siti e agenzie che si occupano di medicina e salute, hanno rilanciato la notizia riguardante questo colorante alimentare in relazione alla pronuncia della Food and Drug Administration (FDA) che ha rivolto la propria attenzione al colorante e al suo potenziale allergenico. La notizia è stata ripresa con qualche imprecisione. Si è parlato infatti di insetti tritati nel colorante. In realtà la produzione del colorante, è ottenuto dalle femmine dell’insetto Dactylopius coccus. Per ottenerlo, gli insetti vengono essiccati e poi sottoposti all’azione di solventi per estrarre i composti che impartiscono il colore rosso. L’E120 trova impiego anche nella preparazione di cosmetici. Il colorante E120 è stato incluso dagli esperti dell’Hyperactive Children's Support Group, tra gli additivi ritenuti responsabili di provocare iperattività nei bambini, se ingerito in quantità eccessive. In passato sono stati descritti casi di allergie al colorante E120, probabilmente le responsabili sono le proteine degli insetti. Infatti durante l’estrazione, alcune proteine degli insetti passano nel materiale in percentuali dello 0,5%. In letteratura sono anche descritti casi di asma occupazionale in operai addetti alla produzione del colorante. La FDA quindi si è pronunciata sulla necessità di “Segnalare nell’etichetta questo additivo e la sua origine in tutte le etichette degli alimenti e i cosmetici per assicurarne un uso sicuro“.

Nell’archivio fotografico del mio blog Trashfood ce ne sono già diverse di etichette con l’E120 tra gli ingredienti. Lo troviamo in alimenti molto diversi. E' usato ogni volta che si vuole migliorare l’aspetto e il colore di un prodotto di qualità non eccelsa. Sappiamo infatti quanto sia importante l’aspetto nella scelta alimentare. La Lindt lo usa nei cioccolatini Lindt Passion. La Nestlè lo impiega in questo dessert per bambini. In passato era usato per produrre il liquore Alchermes. Oggi impartisce il colore rosso al Campari.
In alcuni insaccati è usato a fini cosmetici, come in questi salumi importati dalla Spagna. O nella novità che attrae per il suo aspetto curioso. A distanza di quasi quattro anni ho voluto verificare se ancora fosse usato dall’azienda maceratese. Breve giro nel banco frigo e stamattina l’ho trovato, è ancora utilizzato dalla Fileni per alcuni dei suoi prodotti, gli stessi di cui avevo parlato in quel primo post. E sapete cosa ho notato? Che gli ingredienti continuano a non essere a indicati sul sito internet dell’azienda, ma una lettura attenta delle etichette rivela la scarsa qualità del contenuto con un lungo elenco di additivi, nonostante il prezzo non sia affatto inferiore ad altri appartenenti alla stessa categoria commerciale.

Occhio alle etichette quindi. Leggetele sempre e siate dei consumatori consapevoli. Solo così il mercato riceverà dei segnali per invogliare i produttori a migliorare la qualità.

by giovi

sabato 3 gennaio 2009

Le sorprese nella calza della Befana

E' in edicola l'ultimo numero della rivista Salvalgente con un articolo dedicato ai dolci contenuti nelle calze confezionate che si regalano il giorno della Befana ai più piccoli. La giornalista Marta Strinati ha preso in considerazione diversi marchi e non esce un bel ritratto sulla qualità dei prodotti, in rapporto anche al prezzo degli ingredienti contenuti ne avevamo parlato con Marta proprio mentre lo stava scrivendo, abbiamo scambiato anche qualche mail tra noi visto che avevo scritto in precedenza dei posts sugli additivi sul mio blog Trashfood. Stamattina mi sono guardata intorno e anche se non ce n'era bisogno, ho trovato conferma alle sue parole, in molte calze, troviamo dolci e caramelle pieni di additivi, conservanti e coloranti. Visto che sono dedicate ai più piccoli, facciamo un acquisto con maggiore attenzione. Sempre leggere le etichette di ciò che acquistiamo! Molte sono made in China. I colori artificiali non esauriscono la sorpresa. Nei dolcetti sono sempre presenti gli aromi, spuntano persino gli oli e grassi idrogenati, unanimemente considerati non troppo salutari. Su richiesta della Commissione europea, l'Efsa (l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare) sta vagliando tutte le autorizzazioni concesse ai coloranti: pratiche vecchie anche di 30 anni. In particolare l'attenzione è rivolta a sei coloranti molto diffusi nei dolci e caramelle come Tartrazina (E102), Quinoline Yellow (E104), Sunset Yellow FCF (E110), Ponceau 4R (E124), Allura Red AC (E129), Carmoisina (E122) e ad un conservante (il sodio benzoato E211).

Il Parlamento europeo ha approvato l'introduzione di un'avvertenza nell'etichetta dei prodotti contenenti uno dei 6 coloranti: "può influire negativamente sull'attività e l'attenzione dei bambini", infatti uno studio assolto però dall'EFSA, ha evidenziato un effetto negativo sul comportamento dei più piccoli. La nuova regola entrerà in vigore un anno dopo la pubblicazione del regolamento, quindi all'inizio del 2010. Prima di allora, i 6 coloranti continueranno a circolare, quindi spetta ai consumatori schivare le sostanze che non sono indispensabili.

E allora vi suggerisco di provare a fare dei dolci in casa da mettere nella calza per i vostri figli o nipoti. Dai, non è difficile! Queste ricette, le ho già provate, sono i Mailänderli e il croccante di mandorle:

Mailänderli Ingredienti: 250 g Burro, 25o g Zucchero, 6 Rossi d'uovo (coi bianchi si possono fare altri dolci o altri biscotti, congelarli per riutilizzarli più avanti), 1 limone non trattato per grattugiare la buccia, 1 pizzico di sale, 450-500 g Farina Tagliare a cubetti e lasciare ammorbidire il burro.Mettere i rossi in una terrina e aggiungere lo zucchero e il sale. Sbattere i tuorli, Aggiungere il burro e mischiare. Aggiungere la farina e amalgamare la farina. La pasta deve risultare soda. Fare un panetto che potete anche mettere in frigo per il giorno dopo. Se si fanno subito, lasciare la pasta in frigo almeno una oretta o due in modo che il burro si rassodi. Stendere quindi la pasta piuttosto alta (circa 6-7 mm. lavorandola il meno possibile). Adesso vi servono le formine come quelle della foto per ritagliare i biscotti. Poi metterli su una teglia coperta di carta forno e cuocerli in forno preriscaldato e ventilato a 180°C circa 10-12 minuti. Sfornare, lasciare due o tre minuti a raffreddare.

Croccante di mandorle Ingredienti: mandorle dolci sgusciate g 100, zucchero semolato g 100, 1 limone, olio di semi. Immergete le mandorle in acqua bollente, per qualche minuto, pelatele, asciugatele. Fate liquefare lo zucchero, girandolo continuamente con un cucchiaio di legno. Quando avrà ottenuto un bel colore biondo versatevi le mandorle e continuate a girare per amalgamare bene il tutto. Versate il composto su un piano di marmo unto d'olio, o su di un foglio di carta oleata (o carta forno), cercando di dargli lo spessore desiderato. Prima che si solidifichi del tutto, tagliatelo a losanghe o a barrette con un grosso coltello. Fatto!

Altri biscotti sono le befanine e i favoriti, le ricette le trovate sul blog.

Incartate biscotti e croccante con della stagnola e mettete nella calza.

Buon divertimento!

Bibliografia: Rapporto Efsa sui coloranti e additivi; I miei posts su Trashfood sui coloranti; Il blog di Grissino.

by giovi

martedì 23 dicembre 2008

Dolci natalizi maceratesi: I cavallucci



Ho letto l'invito di Folco Bellabarba, presidente della Confartigianato- Macerata: "Maceratesi, a Natale a tavola e per i regali preferite i prodotti Made in Macerata". Anche Bellabarba insomma ha sposato la causa della filiera corta e della spesa a km 0 di cui tanti hanno parlato nei mesi scorsi e invita ad acquistare prodotti e dolci artigianali, oltre ai classici panettone e pandoro.

E allora nel caso non doveste trovarli nelle pasticcerie e forni, ecco la ricetta di un dolce della tradizione maceratese: i cavallucci.

Ingredienti: 2 kg di noci, 500g di nocciole, 500g di mandorle. Togliere i gusci alla frutta secca e sbollentare le mandorle per pelarle. Tritare tutto. Unire a 150g di zucchero, mezzo litro di sapa, 200 g di pangrattato, 1 bicchierino di alchermes, 1 di cognac, 1 di amaretto, 1 di marsala, 1 di mistrà (o anisetta), 1 bicchiere di caffè, la buccia grattugiata di un limone e di un'arancia non trattate.

Mescolare tutto bene e lasciar riposare per una notte.

Il giorno dopo, preparare la pasta con: 10 uova, 300 g di burro, 500g di zucchero, il lievito, 2 kg di farina. Lavorare tutto fino ad ottenere la pasta da tirare a sfoglia dello spessore di mezzo centimetro. Tagliare a grossi quadrati. Al centro di ognuno mettere un cucchiaio di impasto, arrotolare e stringere ai lati. Tagliuzzare con le forbici qua e là quasi a voler ricordare la criniera dei cavallucci. I dolci chiusi a ferri di cavallo vanno pennellati con il tuorlo d'uovo battuto e messi al forno caldo per mezz'ora. Se provate a farli, ci dite com'è andata?

by giovi

giovedì 18 dicembre 2008

Oggi sobri

Anche l’ASUR di Macerata è scesa da tempo in campo per supportare eventi divulgativi rivolti ai giovani e sensibilizzarli contro l’abuso di alcool. Questa locandina era in bella mostra un mese fa al Ristorante Anton vicino a Recanati. Il locale ha supportato con opuscoli per i propri clienti, alcune delle iniziative con il claim "Modera l’alcol. Non roviniamoci la festa". Le iniziative sono inserite nella campagna informativa Stammibene.

Come saprete il livello di alcol stabilito per legge per guidare non deve superare 0,5g/l. Alcuni giorni fa è stata avanzata la proposta di abbassare questo limite a 0,2g/l. La proposta di portarlo a 0,2 g/L segue una proposta di armonizzare, abbassandoli, i limiti legali a livello europeo entro il 2010. Attualmente i limiti in Europa vanno da 0 a 0,9 g/L. Vediamoli insieme:

0.0 g/L- Albania, Bulgaria, Rep. Ceca, Romania, Russia, Slovacchia, Ungheria.
0.2 g/L- Polonia, Svezia.
0.5 g/L - Italia, Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Turchia, Fed. Jugoslava.
0.8 g/L-Gran Bretagna, Irlanda, Slovenia, Spagna, Svizzera.

In Germania inoltre è divieto assoluto di bere (ossia non viene tollerato nessun tasso alcolemico, neanche inferiore a 0,5 grammi di alcol per litro di sangue) per i neopatentati prima di mettersi al volante.

A proposito della annunciata proposta che inasprirebbe la normativa attuale sono già state espresse numerose reazioni e perplessità. Prevalgono le preoccupazioni da parte di alcuni sommelier, ristoratori e produttori di vino che ipotizzano che le nuove norme possano contribuire ad una crisi del settore vinicolo. Mi chiedo come mai altri addetti ai lavori come produttori di birra, drinks o superalcolici siano silenziosi. In fondo alcool non significa solo vino.

Chi si oppone alla proposta, punta anche il dito sulla scarsità dei controlli effettuati in Italia che ogni anno sono davvero pochi. Nel 2006 la possibilità di incappare in un controllo era di una ogni 170 anni, nel 2008 dovrebbe essere salita a 17 anni. Ancora lontani dalla media europea di 5-6 milioni di controlli anno. Com’è la situazione in altri paesi europei, anche con limiti più alti come il Regno Unito (0,8 g/L)? La differenza è che i controlli esistono, sono frequenti e le sanzioni severissime: fino a 6 mesi di prigione, fino a 5000 sterline di multa, minimo un anno di perdita della patente. In Italia prevedono un ammenda da 500 a 2000 euro e il ritiro della patente da 3 a 6 mesi. "Seguendo quindi le opinioni di molti - scrive Gianpaolo Paglia, un produttore- la ristorazione dovrebbe essere penalizzata dalla nuova proposta, i giornalisti del vino non potrebbero fare degustazioni, le fiere del vino dovrebbero essere vuote, le aziende non venderebbero più alcolici, i rappresentanti e in generale le persone legate al commercio del vino dovrebbero essere a spasso".

"Non è proprio così, - continua il produttore toscano che conosce la situazione dei controlli all’estero- in altri stati europei, emerge una maggiore consapevolezza, la gente sa che non si può bere se si deve guidare e non beve, ci sono quelli che non bevono e guidano e portano gli amici a cena, alle fiere del vino si va con i mezzi pubblici, alle degustazioni lo stesso, i rappresentanti che guidano e vanno a vendere il vino non bevono e nessuno ci trova nulla di strano, anzi. Perché in Italia dovrebbe succedere una catastrofe se i nuovi limiti dovessero entrate in vigore? Perché invece non crescere a livello di civiltà e anche di impresa a paragone con gli altri? "

by giovi

martedì 25 novembre 2008

Osterie d'Italia 2009

Ieri presentazione a Genova del volume Osterie d’Italia 2009 della Slow Food.

Ecco i locali nella guida 2009 nelle Marche: Chalet Galileo, Civitanova Marche (Mc); Coquus fornacis, Serra de' Conti (An); Da Maria, Fano (Pu); Da Quintilia Mercuri, Montefalcone Appennino (Ap); Damiani e Rossi, Porto San Giorgio (Ap); Il giardino degli Ulivi, CastelRaimondo (Mc); La Pianella, Serra San Quirico (An); Maria, Mondavio (An); Oasi degli Angeli, Cupra Marittima (Ap); Fondaloro, Senigallia (An); La Tartana, Senigallia (An); Taverna x loro, Loro Piceno (Mc); Al Mandracchio, Ancona; Ponterosa, Monte San Giusto (Mc).

Ancona, il capoluogo, ha più segnalazioni rispetto alle altre province.

Chi sono le new entry?

by giovi