martedì 9 ottobre 2007

La rivelazione choc di Jimmy Fontana

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Ho sempre creduto che questa canzone di Jimmy Fontana fotografasse in pieno Macerata.
Un inno per la nostra città...

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CHE SARA' (Sanremo, 1971)

Paese mio che stai sulla colina
disteso come un vecchio abbandonato
la noia l'abbandono il niente
sono la tua compagnia
Paese mio ti lascio, io vado via

Che sarà, che sarà, che sarà
che sarà della mia vita chi lo sa
so far tutto o forse niente
ma domani si vedrà
e sarà, sarà quel che sarà

Gli amici sono quasi tutti via
e gli altri partiranno dopo me
peccato perché stavo bene
in loro compagnia
ma tutto passa e tutto se ne va

Che sarà, che sarà, che sarà
che sarà della mia vita, chi lo sa
con me porto una chitarra
e se la notte piangerò
una nenia del mio paese canterò

Amore mio ti bacio sulla bocca
che fu la fonte del mio primo amore
Ti do un appuntamento
dove e quando non lo so
io so soltanto che ti aspetterò

Che sarà, che sarà, che sarà
che sarà della mia vita chi lo sa
so far tutto o forse niente
ma domani si vedrà
e sarà, sarà quel che sarà...


..."Paese mio che stai sulla collina", in molti sostenevano si trattasse di Camerino dove il nostro Jimmy Fontana, Enrico Sbriccoli per l'anagrafe, nacque 73 anni fa. Tanti altri credevano si trattasse di Macerata dove Jimmy viveva e aveva iniziato a suonare.
Camerino o Macerata? Macerata o Camerino? Il segreto non era mai stato svelato.

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Io l'ho scoperto solo stamane, in un'intervista rilasciata al Carlino:
Ci tolga una curiosità. Il "paese mio che stai sulla collina", l'incipit di uno dei suoi più grandi successi, è Macerata sì o no?
"No - risponde Jimmy - Quelle precise parole sono di Franco Migliacci, nella sua testa credo ci fosse il suo paese, Cortona, vicino ad Arezzo. Mi sono sentito fare questa domanda ovunque, a cominciare da Camerino, dove sono nato. E io: "Certo, certo". Un po' di finzione ci vuole".

Il "paese mio che stai sulla collina" è Cortona...

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Noooooooooooooooooo!!!!


Per saperne di più su Jimmy Fontana.

by Matteo Zallocco

lunedì 8 ottobre 2007

Macerata Trekking secondo Tatanka

In occasione della quarta giornata nazionale di trekking urbano Macerata ha aperto al pubblico le sue gallerie sotterranee. Grazie alla collaborazione dei ragazzi del Liceo Scientifico Galileo Galilei e delle guide del CAI è stato possibile visitare le antiche grotte di alcuni palazzi del centro storico e il rifugio antiaereo di Rampa Zara. L'afflusso di pubblico è stato eccezionale a detta degli organizzatori e questo ha causato lunghe attese all'ingresso dei cunicoli e qualche malumore. Nonostante questo l'iniziativa ha riscosso numerosi pareri favorevoli, facendo scoprire luoghi ricchi di storia e pieni di fascino che purtroppo sono rimasti a lungo dimenticati.

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Marco "Tatanka" Alfei (futuro ingegnere del futuro studio Pisani).

Domenica 7/10/2007 Dal nostro inviato Marco Alfei :)

MACERATA Come si fa a tenersi informati sulle manifestazioni e gli eventi di Macerata e dintorni? Ci sono diversi modi. Uno è questo: si avvia windows live messenger, si aggiungono i contatti di Luca Tombesi e Matteo Zallocco e si aspetta che ti propongano la tale festa del fine settimana o la tale visita guidata al museo tal dei tali. Di solito funziona. Anche Domenica è andata così. Proposta: ore 16 davanti al Duomo, Piazza Strambi per “andare a vedere le grotte di Macerata”, le famose grotte. Arrivo puntuale, come al solito, e mi sorprendo per la tanta gente che c’è, ovviamente già in coda. Buona notizia: il biglietto non si paga, si compila soltanto un modulo, immagino per scopi statistici, nel quale si richiedono i soliti dati anagrafici e firme per la privacy. Ovviamente Tomb è già in coda da un pezzo e ovviamente io mi inserisco in coda vicino a lui, non in fondo. Nonostante ciò aspettiamo più di mezz’ora per entrare nella “casa del clero”, non sappiamo cosa c’è dentro, se un’esposizione o una grotta. Quando finalmente entriamo veniamo assegnati ad una “guida”; tale ruolo è svolto da una ragazza del 4° anno di Liceo Scientifico di Macerata. Cosa dire, apprezziamo l’impegno ma non si può sentir parlare di fatti storici come ad un’interrogazione: “cioèèèè…, alla fine del ‘700, eeeeehhh… la chiesa fu costruita…cioèèè…”, con tanto di schemi riassuntivi su un foglio protocollo stropicciato. E poi, noi, vogliamo vedere le grotte, non la casa del clero. Niente grotte, fine della prima tappa e trasferimento al Museo di Storia Naturale. Lì una grotta da vedere c’è ma non è niente di più di una cantina profonda e buia. Ci spiegano che ogni palazzo signorile aveva una grotta per stoccare il cibo, ed in cui conservava la neve, per mesi. Il Museo è piccolo e personalmente non sono stato impressionato tranne le teche in cui sono conservati gli insetti, che tutto sommato sono interessanti da vedere. Poi andiamo alla tappa seguente, Palazzo Ricci che evitiamo accuratamente perché ci sarebbe da fare un’ora di coda, proseguiamo per Rampa Zara. Entriamo nel tunnel che si vede di fianco alla pizzeria che ormai è chiusa e che sta proprio sotto l’ “autosilos”. Ci dicono che è stato utilizzato come rifugio contro i bombardamenti durante la seconda grande guerra. Questa “grotta” è più grande delle altre, ci sono anche delle scale che conducevano ad un’altra grotta adiacente che è stata murata, ci sono delle micro-stalattiti. Si vede anche una colata di cemento del parcheggio sovrastante. Questa tappa della visita io la ritengo soddisfacente almeno per il solito discorso del poter dire: ”sono entrato nel tunnel vicino a Rampa Zara, quello che è sempre chiuso, non te fanno mai visitare chissà dove porta”. Per il resto niente di che.

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Ultima tappa, la “grotta Cioci”, mi pare di aver capito che si chiami così. Quando arriviamo capiamo che ci sarà da fare almeno mezz’ora di fila ma ci diciamo che è l’ultima, poi si va a fare l’aperitivo. “Però sono organizzati male!” tutti dicono ed io sono d’accordo. Si entra in 10 alla volta ma solo perché ci sono 10 caschetti disponibili altrimenti la grotta potrebbe ospitare più persone. Per farla breve, questa grotta è la più grande e la più interessante: c’è una ghiacciaia per raccogliere la neve e conservarla, molte nicchie per il cibo ma la cosa più affascinate è che si narra che da lì partisse un lungo tunnel che arrivava fino e oltre la chiesa dei Cappuccini vecchi, quella dopo Fonte Maggiore. Serviva per i rifornimenti durante i periodi di assedio. Ovviamente tale tunnel è murato e non si può visitare. A questo punto mi esprimo sulla validità della manifestazione con un banale confronto tra tempo speso e qualità dei luoghi visitati: l’attesa è stata troppo lunga per quello che c’era da vedere. Rimane la soddisfazione di aver visto alcune “grotte”, sfizio che volevo togliermi da parecchio. Credo però che, come sempre nel turismo, per valorizzare un risorsa bisogna fare degli investimenti. In sostanza dico: aprite più grotte, anche private, mettete un misero impianto elettrico, almeno quattro lampadine per non inciampare (c’erano 10 cm di fango), evitate di mostrarci i soliti calici da messa d’oro e le solite tappe della via crucis in bassorilievo che come disse quillu: “non ce ne frega gniende!”, ma soprattutto: fatece magnà, alla fine un bicchiere de vì e du viscotti te fa cambià idea su tutta la manifestaziò. Tra l’altro era prevista una magnata finale ma ovviamente quando siamo arrivati noi era tutto finito. In sostanza come si dice: “ quissi la faccia mia l’ha vista ma però no la vede più”.

by Matteo Zallocco

giovedì 4 ottobre 2007

La stagione delle guide

Autunno, tempo di vendemmia. Anticipata anche nelle Marche per la siccità dei mesi scorsi. La produzione -dicono gli addetti ai lavori - è in calo come in altre regioni italiane. Ma quanta della superficie del territorio marchigiano è destinato alla coltivazione della vite? la risposta la troviamo sul blog di Marco Baccaglio, analista finanziario e appassionato di vino. Sul blog I numeri del vino, nome molto eloquente, potete trovare i dati delle vendemmie, statistiche produttive, risultati economici dei principali produttori. Le Marche -leggiamo- rappresentano circa il 2.4% della produzione nazionale e il 2.7% delle superfici vitate. La regione si pone in maniera positiva rispetto al fattore qualità sia per quanto riguarda il peso dei vini VQPRD (37% contro il 24% italiano), sia soprattutto, in termini di evoluzione delle rese produttive. La viticoltura e’ concentrata soprattutto nelle province di Ascoli e Ancona, che rappresentano insieme i tre quarti dei 19000 ettari vitati e appena il 14% è in provincia di Macerata.

Ma l'autunno è anche tempo di guide dei vini. Servono o non servono? Quanto sono attendibili? ogni anno fin dalle prime indiscrezioni si ripropongono gli interrogativi. La più autorevole? Di tutte le guide dei vini in Italia ognuna usa un diverso metodo di valutazione. Certo, la valutazione dei vini è quanto mai soggettiva, sia che sia un comitato o un individuo a stilare una graduatoria. Si mormora anche su certi conflitti d'interesse. In attesa della Guida Vini 2008 targata Gambero Rosso e Slow Food e dei nomi dei vini tra new entry, conferme o esclusi, ad infuocare l'ambiente c'ha pensato Carlo Cambi, ex giornalista di Repubblica, Docente dell'Università di Macerata, autore di diversi libri tra cui il Gambero Rozzo. Dalle pagine de Il Giornale il giornalista che ha attaccato in due occasioni le colonne Slow Food e Gambero rosso con pesanti accuse su intrecci e conflitti di interessi, tra politica,editoria, economia e mondo dell’enogastronomia. Il giornalista che ha una vicenda aperta in tribunale con il Gambero Rosso, ha pubblicato anche altre guide, tra cui una sulle osterie, ricette e vini.

Altre polemiche sono già iniziate ad una prima lettura della guida 2008 dell'Associazione Italiana Sommelier Roma Bibenda editore che ha diffuso l’elenco dei 309 Cinque Grappoli”, proposti da 255 aziende. Qui l'elenco completo, regione per regione. Quali sono i vini marchigiani inclusi nella guida? ce ne sono solo 20. Curiosiamo tra i presenti. Tra le aziende maceratesi, i 5 grappoli sono stati attribuiti solo a tre vini: La Capinera Selezione 2004 dell’azienda La Capinera di Morrovalle, il Verdicchio di Matelica Cambrugiano Riserva 2004 dell’azienda Belisario, infine Il Pollenza 2003. Quest'ultimo vino è prodotto dai Conti Brachetti Peretti, petrolieri e vigneron. Sui Conti Brachetti Peretti si trovano belle pagine della dinastia petrolifera come sul periodico le Vie del Gusto, altre decisamente meno felici.

Su questi vini, sulle aziende produttrici, e su tutti gli altri vini marchigiani, si possono consultare vari siti, tra cui quello dell'ASSIVIP e il sito istituzionale della Regione Marche: ViniMarche.it. Peccato, sono fermi al Vinitaly 2004, possibile che non ci sia stato più nulla da segnalare in tre anni?

by giovi

lunedì 1 ottobre 2007

Lube, si parte con un look tutto nuovo

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Le nuove maglie sfilano con le Miss (Veronica Verolo e Silvia Tittarelli)

Go Lube go!
Stasera al PalaPanini di Modena, il tempio della pallavolo italiana, inizia il tredicesimo campionato consecutivo della Lube in serie A1. Una squadra rinnovata che dovrà fare a meno di Ivan Mijlkovic (la società non è riuscita a trattener il trascinatore di questi ultimi anni) ma che ha acquistato ottimi giocatori come il regista Vermiglio, il centrale Lebl, lo schiacciatore polacco Swiderski (ha voluto la maglia numero 16 dello scomparso Golas, suo connazionale) e di Igor Omrcen che in teoria era stato comprato per fare il centrale ma che ora dovrà accollarsi l'eredità di Mijlikovic come opposto.
C'è molta attesa per vedere quanto vale questa rinnovata Lube.
Stasera (20.30 diretta Skysport 2) la squadra di Fefè De Giorgi ritroverà da avversario Angel Dennis in una Cimone Modena anch'essa rivoluzionata, a partire dalla scelta del nuovo coach, Andrea Giani.
Per la Lube, capitanata da Mirko Corsano, sarà l'anno del riscatto dopo la scorsa deludente stagione. Lo slogan "Mostreremo i denti", coniato dalla società per la campagna abbonamenti, fotografa la determinazione con la quale i biancorossi si apprestano a iniziare la nuova avventura.
PER TORNARE A FESTEGGIARE!

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by Matteo Zallocco

giovedì 27 settembre 2007

Dieci anni fa il terremoto nelle Marche e in Umbria

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Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ieri a Colfiorito

Dal nostro inviato Luca Tombesi :)
COLFIORITO
Il 26 settembre del 1997 un tremendo terremoto sconvolge le Marche e
l'Umbria, particolarmente colpiti l'alto Maceratese, il Fabrianese e la
provincia di Perugia, quattro i morti nella nostra regione e danni per
miliardi di euro.
A dieci anni da quel giorno arriva la visita del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Colfiorito.
L'incontro è stato l'occasione per tracciare un bilancio su quanto è stato fatto nella ricostruzione e su cosa c'è ancora da fare.
Sono intervenuti il presidente della Regione Marche Giammario Spacca, il presidente dell'Umbria Maria Rita Lorenzetti e il sindaco di Foligno Manlio
Marini, erano inoltre presenti le delegazioni dei corpi di protezione
civile capitanati da Guido Bertolaso, i sindaci delle due regioni e il
sindaco di Roma Walter Veltroni.
Dopo il toccante momento del ricordo di quei tragici giorni con la proiezione di un video sul terremoto si sono susseguiti gli interventi del sindaco di Foligno, dei presidenti delle regioni e in conclusione del presidente Napolitano.
Tutti hanno sottolineato il buon lavoro svolto nell'affrontare l'emergenza. La ricostruzione è stata veloce e di qualità: l'85% dei residenti è
rientrato nelle proprie abitazioni e le case sono state edificate
seguendo le più moderne tecniche di costruzione antisismica.
Ovviamente resta ancora molto da fare, su tutto il completamento delle
infrastrutture indispensabili per lo sviluppo di queste zone ma nel
futuro si può essere cautamente ottimisti anche tenendo conto del fatto
che il tanto temuto spopolamento non si è verificato. Anzi in questi dieci
anni la popolazione è addirittura aumentata.

by Matteo Zallocco

giovedì 20 settembre 2007

Quant'è bbonu el brudettu...


Quello che altrove si chiama zuppa di pesce, in Toscana è il cacciucco, a Marsiglia bouillabaisse, lungo le coste dell’alto e medio Adriatico si chiama brodetto. Si scrive brodetto ma può essere preparato in modi molto diversi in relazione alla posizione geografica. Basta pensare che lungo la costa della nostra regione, se ne trovano quattro diverse versioni, c'è quello fanese, all'anconetana, alla portorecanatese e più a sud, quello di San Benedetto del Tronto. Tipi di pesce, condimenti e tempi di cottura diversi a seconda del porto, dei pesciaroli, dei portolotti. Da cinque anni Fano dedica a questo piatto un Festival che si svolge proprio in questi giorni. Il Festival internazionale del brodetto e delle zuppe di pesce, piatti antichi e popolari nati per mettere insieme pesci di piccola pezzatura, difficili da vendere e magari un po' sciupati perchè rimasti tra le reti. Il Festival sarà anche un momento per incontri e per un convegno “Zuppe di Pesce: una regione, una nazione”, che svilupperà temi legati alla cultura gastronomica di Sicilia e Spagna.

Tra le sedici delegazioni che si contenderanno a Fano il premio per il miglior brodetto 2007, non ho trovato ristoratori maceratesi. Questioni di campanile? Forse, visto che nella brochure del festival fanese troneggiamo le foto dei Presidenti di tutte le istituzioni della Provincia di Pesaro Urbino tra Confesercenti, Federazione Ristoratori, Camera di Commercio, Provincia e Comune di Fano che ospita la manifestazione.

Un evento supportato anche dalla Regione Marche dovrebbe mettere in risalto tutte le espressioni marchigiane della ricetta. Di tutti i porti marchigiani, quello di Porto Recanati è la sede perfino dell'Accademia del Brodetto, una associazione senzi fini di lucro che si prefigge di tutelare questa ricetta. E Luigi Sorgentini poeta dialettale di Porto Recanati e grande estimatore del brodetto gli ha dedicato perfino un componimento. Grazie a Mariana Moreno e al suo libro di tradizioni portorecanatesi, possiamo leggere l'intera poesia di Luigi Sorgentini.

El Brudettu

Quant'è bbonu el brudettu purtannaru!

Che gustu sapuritu, marinaru!

E' 'n'arte antiga sempre più deffusa;

Nun ve so di' pe’ fallu cusa s'usa.


De l’arte sua, ve giuru, so’ un sumaru;

però quannu lu magnu è celu e maru!

Chi lu ’ssaggia lu ’rvô’, nu’ lu recusa.

Lu sai? El brudettu è già ’rriâtu in USA.


Vôl dì’ che gira ’ttornu al mappamonnu.

Ve pare gne’? Ma ’rmanne chì el segretu

che certamente l’à scuâtu nonnu.

E s’el brudettu dienta vagabonnu
è segnu bonu, scì; però sta’ quetu:
quellu che magni chì te ’rmette al monnu.


Il segreto di un buon brodetto? è uno solo: il pesce e crostacei freschissimi tra cui canocchie o scampi o granchi, cefalopodi, quali seppie e calamari, pesci quali scorfani, boccaincaua, tracina, rana pescatrice, triglie, mazzola, razza, gattuccio o palombo, san pietro e sogliole. Diffidate quindi dalle preparazioni di certe zuppe surgelate di pesce, pronte in sette minuti ma una offesa per il palato oltre a costare davvero troppo.
Quale dei quattro piatti ritrae il brodetto alla portorecanatese? Non è difficile.

by giovi

martedì 11 settembre 2007

Amici del Grillo, nemici di questi politici?

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Anche a Macerata sono tanti i giovani (e non solo) stufi di questo modo di far politica, di questi partiti, degli uomini che ci rappresentano. Basta leggere il nostro forum per accorgersene, per vedere il crescente malumore nei confronti della politica. E nella Rete, nei blog (dove a scrivere sono soprattutto giovani) sembrano pensarla tutti allo stesso modo. In tanti si sono uniti alla protesta di Beppe Grillo (di questi tempi qualche ribellione non può che far bene alla politica), ai contenuti del suo V-day. Una protesta trasversale, senza alcun colore politico.
Una manifestazione che rispecchia il successo del blog di Grillo e - aggiungo - dell'ormai tanto citato libro di Stella e Rizzo "La Casta" (se non l'avete ancora letto non è mai tardi... ). Successi annunciati che fotografano lo sdegno degli italiani. E che i politici denigrano ma temono.
Accostare questa protesta al termine qualunquismo sembra davvero riduttivo.
Perchè invece non chiamare qualunquismo il puntuale atteggiamento di gran parte dei politici di screditare manifestazioni di questo genere?

Lanciamo un piccolo sondaggio anche da Macerata, sperando di ottenere risposte.
Quanti di voi sono d'accordo sui punti principali del V-day?
1- via gli inquisiti dal Parlamento;
2- non più di due legislature per ogni deputato o senatore;
3- Poter votare per nominativi singoli e non solo per liste dove gli eletti sono già decisi dai partiti.

E quali altri aspetti della politica vi fanno veramente incazzare?

Di seguito l'email che ho ricevuto dagli "Amici del Grillo" di Macerata che sottolineano il successo riscontrato nelle Marche.
La scorsa domenica “il Manifesto” apriva l’articolo sul V-Day di Bologna citando 2 cartelli che era apparsi sulla piazza.
Entrambi i cartelli erano dei Meetup delle Marche a dimostrazione che non solo eravamo presenti ma che le nostre richieste non sono “antipolitica”, come scioccamente qualcuno afferma, ma esprimono al contrario una reale richiesta della gente.“Parlamento Pulito” dovrebbe essere la regola in ogni società civile, ma da noi è l’eccezione.
Pertanto non possiamo non plaudire l’enorme successo che ha mietuto la raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare.
Una raccolta di firme (ad oggi oltre 300.000) che non potrà essere dimenticata in qualche polveroso cassetto del Parlamento.
Tentano oggi di screditarci dandoci dei “qualunquisti” ma così facendo i signorotti, spesso corrotti, della politica non si accorgono di non aver capito nulla.
Grillo non ha raccolto attorno a se persone di destra o di sinistra, non ha raccolto antipolitica e antisistema.
Le persone in Piazza a Bologna, tutte le persone che hanno firmato la legge, sono cittadini, sono persone non sono stupido gregge da imbonire alle elezioni.
In Piazza a Bologna c’erano tutti coloro che si sono stancanti di questo modo balordo di fare-non-fare politica, che si sono stancati di vedere i furbetti del quartierino trascinare nel fango migliaia di risparmiatori e restare a piede libero.
In Piazza c’erano tutti coloro che vogliono un Paese migliore dove la sicurezza sia un diritto e dove vi sia la certezza delle pene.
Non siamo l’antipolitica, al contrario: il nostro è un modo diretto per tornare a fare politica che sia patrimonio di tutti e non solo “privilegio” dei burocrati, degli intrallazzatori, dei ladri di partito e di regime…

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Volete unirvi al sito degli Amici del Grillo di Macerata? Ecco il link:
http://beppegrillo.meetup.com/315/

by Matteo Zallocco