venerdì 11 aprile 2008

Sicurezza nei cantieri, un problema culturale

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Incidenti e morti, una lunga scia che non si ferma. Gli infortuni sul lavoro, soprattutto nei cantieri, sono purtroppo una costante anche nella nostra provincia.
Ecco gli ultimi casi.

3 aprile 2008 - A Matelica, in una cappella in costruzione del cimitero comunale, un muratore di 30 anni è caduto da un'impalcatura da un'altezza di circa tre metri, battendo violentemente la testa ed è stato ricoverato in rianimazione a Torrette.
19 febbraio 2008 - A Treia un giovane maceratese è rimasto ferito mentre lavorava con il frullino, nel cantiere di un'impresa edile.
8 febbraio 2008 - A Santa Maria in Selva, mentre tagliava i rami di alcuni alberi, un operaio maceratese è rimasto folgorato toccando i cavi della corrente; è stato ricoverato in condizioni gravissime.
18 dicembre 2007 - A Corridonia, un operaio è precipitato dal tetto di un capannone: la corda che lo reggeva si è spezzata, e per le gravi lesioni il giovane è stato portato a Torrette.
1 ottobre 2007 - A Tolentino, un macedone, al lavoro su un'impalcatura è precipitato da circa 5 metri di altezza.
maggio 2007 - A Mogliano un operaio di 45 anni, originario di Ripe San Ginesio e dipendente di una azienda di acque minerali, stava lavorando ad un tombino lungo una strada del centro quando l'auto che aveva parcheggiato proprio li vicino si è messa in movimento, quasi sicuramente per un guasto ai freni, ed ha travolto l'operaio schiacciandolo contro il muro.
2 maggio 2007 - Un altro operaio ha tragicamente perso la vita in un cantiere edile a San Sebastiano di Sarnano. La vittima Gianfranco Tidei di 42 anni e padre di un bambino di 3 anni, stava lavorando incima ad un'impalcatura e per cercare di liberare il gancio del braccio mobile, si è accidentalmente esposto oltre la ringhiera del balcone ed ha perso l'equilibrio, precipitando per quasi 14 metri.

Girando per Macerata basta dare un'occhiata ai cantieri per accorgersi che non vengono rispettate le norme di sicurezza: da via Trento alle Vergini, passando per la centralissima piazza San Giovanni, dove pochi giorni fa gli operai che smontavano l'impalcatura sull'edificio della Biblioteca non portavano i caschi e salivano senza imbracatura sui ponteggi. Questo avviene un po' ovunque. Troppo spesso.

Ho chiesto un parere a Fabrizio Pisani, ingegnere specializzato in sicurezza sul lavoro.
Ecco cosa ha scritto.

Il problema sicurezza non è nato oggi. Le prime normative in merito risalgono agli anni 50 (DPR 547/55 e DPR 303/56) e sono tutt’ora vigenti. Relativamente più “recente” è il D.Lgs. 626/94 che ha recepito una serie di direttive europee volte ad uniformare il problema sicurezza in tutti gli stati membri della comunità Europea. Il Dlgs 626/94 ha costituito una svolta in quanto individua i soggetti in gioco ed attribuisce specifici obblighi e responsabilità: in primis c’è la figura del Datore di Lavoro ma ci sono anche, questa la vera novità, agli stessi lavoratori ai quali vengono assegnati chiari doveri, uno dei quali, arrivando al problema dei caschetti, è proprio quello di indossare i Dispositivi di sicurezza individuali (DPI) forniti dal Datore di lavoro.
Far applicare quanto richiesto dalla normativa è, normalmente, tanto più difficile quanto più ci si confronta con persone che hanno ormai consolidato le loro modalità di lavoro e quanto più il loro livello culturale sia basso. Spesso si riscontrano atteggiamenti di sottovalutazione di queste problematiche, quasi come se tutti i problemi si risolvessero redigendo un documento dei rischi da mettere nel cassetto. Ovviamente la cosa è più complessa. Non è neanche facile trovare una soluzione ad hoc per tutti. Ogni azienda è un mondo a se ed in ciascuna bisognerebbe trovare i modi e le persone cardine per poter attuare in pieno quanto previsto dalla normativa.
Il vero ostacolo è culturale. Migliorando questo aspetto è facile prevedere felici ripercussioni in termini di salute e sicurezza del lavoro. Forse, un modo in più per farlo, potrebbe essere quello di inculcare il corretto atteggiamento nei confronti di questi argomenti già dai banchi di scuola e non solo da quelli degli istituti tecnici o professionali, ma già dalle elementari, come, del resto, viene fatto per altri importanti temi sociali (sicurezza stradale, ecc.). Chissà, mi piace pensare che sentirsi dire dal proprio figlio di mettersi la cintura di sicurezza salendo sull’impalcatura perché vuole giocare con noi quella sera, possa ammorbidire anche l’atteggiamento più chiuso. Ma non ci giurerei.

L'elenco delle morti bianche nel 2007 in Italia.

by Matteo Zallocco

giovedì 3 aprile 2008

Una provincia (multietnica) che si espande

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La scorsa settimana la Provincia ha riportato dei dati interessanti sull'aumento della popolazione.

In sei anni nella provincia di Macerata è come se fosse sorta dal nulla una nuova città grande quasi come Tolentino. Dall'ultimo censimento ad oggi, infatti, la popolazione è aumentata di 18 mila abitanti. I residenti nei 57 Comuni maceratesi erano 301.523 nell'ottobre del 2001 e sono (al 31 dicembre 2007) 319.511. Nel solo anno 2007 la popolazione provinciale è cresciuta di 3.417 abitanti. Si è trattato del secondo maggiore incremento dopo quello del 2003, anno in cui si registrò un picco di nuovi residenti di 3.715 unità.

Macerata è il comune in cui, in assoluto, si è registrato l'aumento maggiore, più 328 residenti nel corso dei dodici mesi, ma è Montecosaro, con un numero quasi uguale (+326 abitanti), il comune che ha avuto l’incremento più rilevante: +5,6%.

Significativo anche l'aumento di Morrovalle, che con 268 abitanti in più, entra per la prima volta nel 2007 nella classe delle città con oltre diecimila residenti. Così come Serrapetrona (+23 abitanti) è ritornata, dopo diversi decenni, ad avere una popolazione superiore a mille abitanti.

Come avviene ormai da numerosi anni, anche nel 2007 a determinare l’incremento di popolazione è stato il saldo migratorio (+ 11.259), in quanto quello naturale ha costantemente registrato un segno negativo (2907 nati, contro 3400 morti, - 493 unità).

Ad aver avuto un saldo naturale positivo sono state solo dieci città: Porto Recanati (+50), Corridonia (38 ), Montecosaro (36 ), Morrovalle (28 ), Montelupone (19 ), Potenza Picena (12 ), Recanati (10) , Montefano (8 ), Colmurano (6 ), Cessapalombo (2 ). Il saldo migratorio positivo si è registrato in ben 52 Comuni.

Acquacanina è l’unico Comune da cui nessuno nel 2007 ha lasciato la residenza, ma anche uno dei tre dove nessuno è nato. Gli altri due sono Castelsantangelo e Montecavallo. In tre Comuni, curiosamente, la popolazione è rimasta immutata; il saldo tra nati, morti, immigrati ed emigrati è, infatti, risultato pari a zero: si tratta di Bolognola, Fiordimonte e Muccia.

Suddividendo i residenti tra maschi e femmine, si registrano 155.572 uomini e 163.939 donne. La popolazione femminile è di norma in maggioranza; fanno eccezione Porto Recanati, Morrovalle, Montelupone, Urbisaglia, Pieve Torina, Serravalle, Pievebovigliana, Gagliole, Cessapalombo, Ussita, Sefro, Castelsantagelo, Fiordimonte, Bolognola, Acquacanina.

Riporto infine un dato interessante su Corridonia, il 31 gennaio 2008 ha superato per la prima volta la soglia dei 15mila abitanti. Ovviamente decisivo l'afflusso di cittadini stranieri: quelli in regola sono passati da 1.190 a 1.411 con un incremento addirittura del 19%.

www.provincia.macerata.it

by Matteo Zallocco

sabato 22 marzo 2008

"Musica della Scuola" sfrattata e indignata

Inserisco anche qui l'appello di Marco Costarelli e l'articolo sulla rassegna "Musica della Scuola" che ho scritto per il Carlino. Con la speranza che qualche istituzione si faccia avanti, che Treia sposi questa manifestazione molto interessante e che Marco e tutti i suoi collaboratori potranno continuare ad andare avanti in questa bella avventura.

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C'è anche un Liceo di Corleone tra i dieci istituti scolastici che hanno chiesto di partecipare alla Rassegna Nazionale “Musica della scuola”, nata a Matelica nel 1994 riscuotendo molti consensi, soprattutto negli ultimi anni. I ragazzi siciliani hanno preparato uno spettacolo di denuncia alla mafia e sono pronti ad esibirsi sul palco nel mese di maggio, così come gli studenti degli istituti di Marsala, Montecorvino Rovella, Vittorio Veneto, Chieti, Catanzaro e altri provenienti da ogni parte d'Italia. Alcuni alberghi della provincia hanno anche ricevuto le prenotazioni.
Ma c'è un problema: la rassegna è stata di fatto sfrattata da Matelica. “A partire dallo scorso ottobre ho spedito diverse lettere all'Amministrazione Comunale – spiega Marco Costarelli, organizzatore dell'evento – e non sono mai arrivate risposte formali. Nei nostri confronti hanno sempre preferito tacere ed io non sono mai stato informato direttamente sugli sviluppi della situazione. Per esempio ora mi è stato detto che vogliono rendere la manifestazione biennale perchè troppo onerosa, quando invece richiede una spesa complessiva di 35.000 euro, cifra molto bassa se paragonata a quanto speso per altre iniziative del genere. Sappiamo che il Comune ha investito moltissimo per la mostra archeologica, ma perchè dobbiamo rimetterci noi?”.
Marco Costarelli si dice amareggiato ed indignato, ma non si scoraggia: “Cercheremo di farla comunque, considerando anche le richieste delle scuole, e rivolgo un appello alla Provincia, alla Regione, alla Camera di Commercio e ad altri Enti che possono darci una mano. Recentemente abbiamo parlato con il Comune di Treia, dove la nostra cooperativa Promo.Ter gestisce un hotel, e speriamo sposi l'iniziativa. Negli ultimi due anni la rassegna ha portato oltre 100.000 euro agli alberghi del territorio, oltre ai tanti consensi e alla valenza culturale e promozionale dell'evento. Abbiamo ricevuto apprezzamenti anche dal Ministero per le attività produttive e ci sembra paradossale non ricevere nessun tipo di sostegno dalle istituzioni del nostro territorio”.

Il blog di Marco Costarelli.

E www.musicadellascuola.it

by Matteo Zallocco

giovedì 20 marzo 2008

Pet Therapy, un'altra novità per l'oncologia

Il dottor Latini mi ha chiamato in occasione delle nuove iniziative che hanno presentato ieri mattina.
E' sempre un piacere, considerando l'importanza dell'argomento per tutta la comuntà.

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Luciano Latini, direttore dell'unità operativa di Oncologia dell'ospedale di Macerata.

Di seguito l'articolo, uscito oggi sul Carlino.

MACERATA
“Per un'ospedale che sia meno ospedale, rivolto al malato e ai suoi familiari, non solo alla malattia”. Le parole del dottor Luciano Latini racchiudono la filosofia dell'oncologia maceratese e dell'ormai nota attività che l'ha portata ad essere apprezzata e stimata ovunque sia per l'aspetto scientifico che per quello sociale. Ieri mattina le note della pianista Ilaria Baleani hanno fatto da colonna sonora alla presentazione di altre importanti novità: il progetto di Pet Therapy; la consegna di un pianoforte Offenbach, donato dalla famiglia Prencipe in ricordo di Giuseppe; e l'allestimento dell'acquario, già presente da qualche mese e definito dal dottor Latini come un'altra forma di Pet Therapy, un veicolo di allegria.
“Sembra di stare in un teatro”, ha commentato una signora. Il pianoforte resterà a disposizione nella sala d'attesa per i pazienti, i familiari, i medici e gli infermieri e sarà anche l'occasione per organizzare dei concerti, come ha sottolineato la dottoressa Tiziana Saladino: “E per ricordare Giuseppe e la dignità con cui ha saputo affrontare la vita”.
Il direttore sanitario Piero Ciccarelli parlando dell'Unità operativa di oncologia come “un fiore all'occhiello della sanità maceratese” e ringraziando il dottor Latini e tutta la sua equipe per “la grande professionalità e la grande passione con cui svolgono il loro compito” ha anche sottolineato l'importanza di queste iniziative di solidarietà: “Sono il modo per mandare avanti questa sanità, in cui l'aspetto umano è fondamentale”.
In prima fila anche uno dei tre cani scelti per la Pet Therapy. “Sono stati addestrati dalla S.i.u.a., un'apposita scuola di Bologna – hanno spiegato la veterinaria Federica Morici e l'educatrice Monica Rizzieri – Svolgeremo qui quest'attività ogni mercoledì. L'obiettivo è appunto quello di decentrare l'attenzione dei pazienti dalla malattia creando una relazione con i nostri cani”. La Pet Therapy viene utilizzata in diverse strutture socio-educative, mentre quella maceratese è la seconda oncologia in Italia ad adottare questo metodo terapeutico. “L'animale di affezione prescinde un'innata abilità di offrire amore e sicurezza e facilita la socializzazione – osserva il dottor Latini – Questo progetto, valutato tramite test, ha riscontrato il 98% di consenso da parte dei nostri pazienti e familiari. Solo tra 18 mesi potremmo tirare le somme e valutare i benefici di questa novità, che sarà seguita da quattro veterinari e dallo psicologo Michele Marconi”. Per un'ospedale migliore.

Cos'è la Pet Therapy?
Prima di Macerata solo un'altra oncologia in Italia, quella di Massa Carrara, aveva adottato la Pet therapy, termine che indica una serie di utilizzi del rapporto uomo-animale in campo medico e psicologico. Che si tratti di un coniglietto, di un cane, di un gatto o di un uccellino la sua presenza risveglia l’interesse di chi gli è vicino: bambini ed anziani, ma anche malati e disabili con problemi psichici e fisici possono migliorare la qualità della loro vita e le loro condizioni di salute. Gli animali che vengono impiegati nella Pet therapy devono superare una valutazione che ne attesti le capacità e l'attitudine a partecipare a programmi di questo tipo oltre che il buon stato sanitario. Progetti di ricerca su programmi di Pet therapy sono stati condotti a livello scientifico da Istituti di rilievo, Università e istituzioni locali e hanno consolidato le esperienze in questo campo, anche se la sperimentazione è aperta verso sempre nuove possibilità.

by Matteo Zallocco

giovedì 13 marzo 2008

Dall'Abbadia di Fiastra a Miami

Cronache marziane, seconda puntata.

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"Lavorare per un Tod's di pane".
E' lo striscione che i sindacati mercoledì hanno fatto sventolare all'Abbadia di Fiastra (Tolentino), all'arrivo di Luca Cordero di Montezemolo, accolto dai 300 (imprenditori maceratesi).
Il presidente di Confindustria si è impegnato a leggere una lettera con la quale gli si chiede di parlare con Diego Della Valle, affinchè sia avviata la contrattazione negli stabilimenti del gruppo.

Montezemolo ha parlato della nostra provincia come "una realtà di riferimento, tessuto vivace e in rapida trasformazione, che vanta numerose eccellenze".
Tra le quali Poltrona Frau in cui lo stesso Montezemolo è presente attraverso il Fondo Charme.

Ieri conferenza stampa di Alberto Bombassei, vicepresidente della Confindustria:
"In mancanza di accordo con il sindacato vorrà dire che ci rivolgeremo direttamente ai dipendenti per risolvere il problema della produttività e dei bassi salari".

Oggi il presidente della Ferrari, ed ex della Fiat, ha iniziato a passare le consegne all'erede designata, Emma Marcegaglia.
Sta per iniziare l'era della prima donna presidente degli impenditori italiani.

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"La mafia è la più grande azienda italiana, il suo giro d'affari è il triplo di quello della Fiat. E' innaturale che non se ne parli in campagna elettorale".
Parole del 29enne giornalista-scrittore Roberto Saviano, autore del libro denuncia sulla camorra Gomorra, che in questi giorni ha superato il milione di copie vendute.

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Domani, venerdì 14 marzo, Saviano sarà a Porto S.Elpidio assieme al prete anti-camorra don Luigi Merola per un incontro al Teatro delle Api (inizio ore 21).
L’incontro ha scatenato un vero e proprio tam tam tra i giovani del territorio e non solo, ed anche sulla Rete il sito internet dell’associazione Attivamente, che ha organizzato l’evento, è stato letteralmente preso d’assalto.
Aspettando Saviano.

Corriere della Sera, giovedì 13 marzo:
Titolo: "Saviano: dico no alla politica che non parla più di mafia".
Sottotitolo: "Mi volevano dal Pd ad An. Ma non posso essere di parte".
Risultato: "La lotta alla mafia è la grande assente di questa campagna elettorale, a sinistra come a destra".

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Il Corriere della Sera di oggi dedica anche un servizio al 15enne recanatese Giacomo Miccini, promessa del tennis italiano.
Titolo: "I bambini prodigio costruiti per vincere".
Giacomo è uno dei magnifici cinque (l'unico maschio) dello sport italiano.

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Giacomo Miccini con Adolfo Guzzini al torneo di Recanati.

L'articolo.
A tre anni conosceva già il punteggio, a 8 batteva i grandi, a 9 ha vinto il primo torneo, a 12 ha lasciato casa, Recanati, per l'America.
Oggi Giacomo Miccini, 15 anni, vive e si allena in Florida all'Accademia del tennis di Nick Bollettieri, il guro che ha scoperto Agassi e Courier, la Seles e la Sharapova. Insieme a Matteo Trevisan, 18enne di Firenze, è la grande speranza del tennis italiano, in cerca di campioni da trent'anni. Alto (1,84) e solido come gli armadi del mobilificio di papà Gabriele ("Mio figlio è sempre stato precoce: sembra nato per questo sport" ), cresciuto nel mito di cavallo pazzo Ivanisevic, Giacomo è capace di sparare la prima palla di servizio oltre i 200km all'ora............

www.giacomomiccini.com

Un marziano?

by Matteo Zallocco

lunedì 10 marzo 2008

Una ricetta celtica

Nel IV secolo a.C. alcune tribù celtiche superarono le Alpi e raggiunsero le Marche settentrionali. Una di esse “ultima arrivata” chiamata Galli Senoni occupò il territorio fino al fiume Esino dov’erano stanziati gli Umbri. I Senoni esercitavano con successo il mestiere della guerra, anche mercenaria. In seguito oltrepassarono l’Esino, con i commerci e sconfinarono con qualche nucleo abitativo non troppo lontano da Camerino. Il termine Vallicelle potrebbe avere origine celtica. Dagli scavi archeologici effettuati nelle necropoli sparse nel territorio marchigiano e, al contrario di come ci hanno tramandato i Romani, risulta che i Senoni non erano affatto dei barbari selvaggi. Già decoravano riccamente le tombe e il loro stile di vita doveva essere più evoluto e raffinato. Ne sono esempi le due sepolture isolate di straordinaria ricchezza, scoperte a Moscano di Fabriano nel 1955 e a San Ginesio. Quest’ultima fu rinvenuta nel 1883, purtroppo molti pezzi lì ritrovati furono venduti al museo di Karlsruhe in Germania. Davanti alla chiesetta parrocchiale di Tuseggia (Camerino) si può ammirare una bella croce bianca in stile celtico. Secondo alcuni studiosi la battaglia di Sentinum, svoltasi nel 295 a. C nella zona di Sassoferrato, dove la coalizione gallica fu sconfitta dai Romani, avvenne in realtà nel territorio camerte. Un insediamento urbano di origini celtiche è venuto alla luce a Cessapalombo e oggetti di sicura provenienza celtica sono conservati nel museo archeologico di San Ginesio e nel paese di Pieve Bovigliana. Nella zona dei Monti Sibillini ci sono toponimi piuttosto interessanti come ad esempio il paese di Montegallo, il cui nome deriva da quello più antico di Castello di Santa Maria in Gallo, il paese di Penna San Giovanni, che contiene il termine penna, in celtico, indicante un’altura o monte e il monte Penna nel territorio maceratese, dove sorge l’antico castello di Pitino. In questa zona vi è riferimento a due animali particolarmente cari alla tradizione celtica: il cervo, a Fossa Cervara e l’Orso, a Valle Orsara. Tra gli animali venerati dai Celti vi erano anche le api, messaggere degli dei, simbolo di perfezione e d’immortalità per i Gaelici. I Celti hanno fornito un notevole contributo al formarsi dell’idea moderna di un’Europa senza primati di una nazione sulle altre. Il loro ricco patrimonio culturale, a lungo ignorato, lasciato in eredità, li fa apparire un popolo tutt’altro che emarginato, né tantomeno scomparso senza lasciare traccia.

Frantoio del 1500,Castello di Vestignano

A Vestignano lavora lo chef Silvano Scalzini che è da tempo un appassionato della storia e delle tradizioni celtiche. Lo chef nel suo piccolo ristorante ambientato nel vecchio frantoio del castello, ama ricercare piatti e ricette antichi. Nel corso delle sue ricerche amatoriali, è venuto a conoscenza che l’idromele era una bevanda sacra ai Celti. La bevanda rituale probabilmente nata in Africa Orientale, si otteneva facendo fermentare il miele con lievito e acqua di fonte. Nel corso delle sue ricerche enogastronomiche volte a riscoprire le origini e le motivazioni di ricette varie e loro ingredienti, lo chef ha iniziato a sperimentare abbinamenti poco conosciuti. Se volete assaggiare questa bevanda e provare degli abbinamenti culinari a tema, il ristorante di Silvano fa per voi. Tra le ricette, vi segnaliamo “Lo spezzatino di maiale all’idromele”. La carne di maiale è messa a cuocere in una pentola con aglio e rosmarino. A metà cottura si aggiunge l’idromele, alla fine si condisce con pistacchi e nocciole tostate. In occasione della mostra dedicata al pittore Simone De Magistris, questo piatto è stato inserito nelle ricette dedicate al pittore per i suoi colori giallo oro, verde e marrone; un tocco di colore manierista in più è dato dalle lenticchie rosso arancio, coltivate a Colfiorito.

Eno Santecchia

by giovi

martedì 4 marzo 2008

Cronache marziane: non solo stakanovisti

Le parole volano in Rete.
Blob.


"Già esserci è l'ottanta per cento del lavoro."
(Woody Allen)

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- MACERATA -
E ora li chiamano stakanovisti.
Con una media di 6,7 giorni di assenza, i 303 dipendenti del Comune di Macerata sono i meno assenteisti d'Italia.
E' il quadro che emerge dall'indagine del Sole 24 Ore che ha elaborato i dati del Ministero dell'Economia.
Dati riferiti al 2006 che evidenziano come rispetto all'anno precedente le assenze (malattia, congedi parentali, permessi per assistenza a figli disabili e/o anziani e altri permessi retribuiti) diminuiscano in maniera significativa (-65,5%).
Complimenti per questo record. Ma non stiamo parlando di lavoro in miniera.
Non chiamateli STAKANOVISTI, non tutti perlomeno.

- MOSCA - Martedì 4 marzo 2008
La madre, una giovane donna squilibrata, lo ha allevato a Volgograd senza mai parlargli, lasciandolo chiuso in casa assieme a una miriade di uccellini. Così il figlio, 7 anni, ora è in grado di cinguettare in varie sfumature, ma non conosce una parola. Il piccolo, che pur vorrebbe comunicare, si stizzisce agitando le braccia come fossero ali quando vede che non lo capiscono...

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- dal Cremlino -
"Putin usa il pugno duro e mette il bavaglio a chi protesta", titola un giornale italiano.
"E' stata una festa dell'obbedienza", titola un giornale russo.
Dimitri Medvedev è stato eletto presidente con oltre il 70 per cento dei voti.
Commenti dall'Italia.
1- In una moderna democrazia ci si dovrebbe chiedere come mai un candidato riesce a ottenere risultati elettorali da plebiscito. Solo nelle dittature si può assistere a tali livelli di consenso. I pochissimi osservatori occidentali che hanno assistito a queste elezioni hanno sollevato numerosi dubbi sullo stato della democrazia russa anche se questa vittoria riflette la volontà dell'elettorato.
2- La Russia si interroga sulla vera natura del ruolo che avrà Dimitri Medvedev (che è anche presidente del colosso Gazprom), una volta eletto presidente. Nel palazzo del Cremlino il momento della successione al potere è sempre stato un momento carico di tensione e incertezze. Ogni cambiamento radicale nelle stanze del potere russe è sempre stato accompagnato da regolamenti di conti, spietate rappresaglie e purghe violentissime. La volontà di Vladimir Putin di rimanere l'uomo forte della Russia, primo ministro con poteri speciali, si inserisce in questo contesto.
3-Medvedev "non è un cekista, non è un oligarca, non è un falco. È il contrario: carattere mansueto, filo-liberale, basso profilo, mani pulite. L’identikit del perfetto candidato che piace tanto all’Occidente. Decisamente lontano dai clan in guerra per dominare le cuspidi del Cremlino e parzialmente scremato dalle ostilità di Putin. Ecco il punto ed ecco la fregatura in agguato". Ed è facile pensare che Putin rimane in sella al potere ma un po' in disparte. Come quando lavorava nel Kgb. E la chiamate democrazia questa?

Le serate milanesi di Lady Medvedev.

- MILANO -
Zitti tutti. Ecco i dieci comandamenti di Montezemolo.
Le 10 cose che il prossimo governo dovrebbe fare per far ripartire l'Italia.

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- MACERATA -
"Chi vuole vedere un modello di come un sistema universitario funzioni, di come un'università media stia crescendo, di come sia stato applicato il sistema di creazione della piramide di docenti e come il personale tecnico amministrativo abbia acquisito un ruolo forte, per chi vuole vedere come ci sia una cooperazione stretta tra il potere amministrativo e politico locale e il sistema universitario vada a Macerata".

Con queste parole il presidente del Consiglio universitario nazionale Andrea Lenzi ha suggellato la cerimonia di inaugurazione del 718° anno accademico dell'Università di Macerata che si è svolta questa mattina nell'Auditorium San Paolo.
L'articolo completo.

by Matteo Zallocco