giovedì 18 settembre 2008

Ecco l'Associazione culturale Cronache Maceratesi

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www.cronachemaceratesi.it

(Spero che questo nuovo "spazio in più" sia di vostro gradimento).

Un ringraziamento speciale a chi ha contribuito in maniera determinante alla costruzione e alla lavorazione di questo blog storico, due persone straordinarie che ho avuto il piacere di conoscere in questa comunità online: Francesco Cittadini e Gianna Ferretti. Spero che anche loro in qualche modo potranno contribuire alla crescita di questa nuova Associazione, già lo stanno facendo con dei consigli che si sono rivelati molto preziosi.

Ovviamente resterò un fedelissimo di secondopiero.com, quest'alchimia di amicizia e ironia ormai mi ha catturato.

Spero comunque di vedere molti di voi su www.cronachemaceratesi.it

Il post di presentazione.

Grazie a tutti!

by Matteo Zallocco

domenica 7 settembre 2008

L'umorismo, la vocazione di Dino Pallonari


Cartesio sosteneva che una moderata scanzonatura è prova di temperamento gaio e di tranquillità d'animo e F. Ferrucci che “lo humour è la forma di speranza dell'intelligenza”. Andiamo quindi a parlare di Dino Pallonari un personaggio caldarolese assai caratteristico che ha sempre profuso del buonumore. Seguire i suoi passi ci consente anche di conoscere qualche scorcio di Caldarola del secolo scorso.

Il padre Guido e la madre Gigetta possedevano un forno a legna in piazza Cavallotti (attuale civ. 3). In paese tutti preparavano il pane in casa, loro lo cuocevano per conto terzi. Così il padre di buon'ora andava a ritirare il pane per il paese con la tavola sulle spalle; si pagava in base al numero di file da cuocere. Dalla metà degli anni Cinquanta l'attività dei Pallonari cominciò a essere più simile a quella dei panifici attuali: producevano pane per gli otto alimentari del paese.
Il piccolo Dino a scuola si applicava poco, era spensierato, gli piaceva giocare con i bottoni, le palline, le penne e a zegu. Il pomeriggio i genitori non avevano tempo per seguirlo nello svolgimento dei compiti. A scuola aveva sempre le battute e le scuse pronte. Alla domanda del direttore: “Chi prese porta Pia?” rispose: “Io sono entrato adesso non lo so!”. Nonostante i modesti risultati scolastici, la maestra Anita Sagripanti gli volle sempre bene e lo seguì, ma lui era troppo vivace.

Negli anni Trenta, il 50° Reggimento Fanteria di Macerata si recava ogni anno a Caldarola per il campo e i tiri a Garufa e sulla vicina montagna. La caserma aveva sede presso il palazzo al civ. 37 di via Simone De Magistris (ex abitazione dell'ostetrica Luisa Saracca). La cucina da campo aveva trovato posto vicino le scuole elementari, mentre i soldati consumavano il rancio in piazza Cavallotti. Il piccolo Dino familiarizzava con loro recitando delle scenette nelle quali ricopriva la parte di un vecchio col bastone. I militari ridevano e lo ricompensavano facendogli consumare il rancio nella gavetta d'alluminio.
Giunsero il secondo conflitto mondiale e poi l'occupazione tedesca che complicò la vita di tutti. Dino non aveva ancora l'età per rifletterci su, ma quella per collaborare nel forno dei genitori sì. Il comando nazista si sistemò nel palazzo Salvi in viale Umberto I (att. civ. 10). I tedeschi “chiesero” a Guido di fare il pane per le loro truppe. Spesso gli ordinarono anche di cuocere dei maiali interi e una volta ben 130 polli, tutti requisiti nelle campagne circostanti. I nazisti saldavano il conto con dei biglietti riportanti la scritta: “Paga Badoglio”. Anche in seguito il padre di Dino non riuscì mai a farsi rimborsare quei buoni spudoratamente fasulli!
Un giorno di quei dieci mesi terribili, i tedeschi si presentarono al forno sempre alla ricerca di pane e, non trovandolo pronto, presero in ostaggio la signora Gigetta. La caricarono a bordo dell'autoveicolo militare e, con il mitra puntato, la portarono in giro per il centro storico. Si accorse dell'accaduto il padre dell'ingegner Maraviglia che s'interessò alla sorte della donna. Dopo una mezz'oretta la lasciarono scendere davanti al forno parecchio impaurita.
Quando giunse la notizia che stavano arrivando gli alleati, per vederli, Dino e la sua combriccola si recarono sulla statale 77 a Caccamo, portandosi pomodori, cetrioli e meloni. I neozelandesi e i polacchi, che viaggiavano a bordo di camionette scoperte, contraccambiarono con delle sigarette Camel nei barattoli di latta.

Il parroco di Caldarola don Renzo Rossi organizzava varie iniziative tra le quali le recite al teatrino. Il sacerdote era un buon educatore, inculcava il rispetto per i genitori e per gli insegnanti. Dino era iscritto all'Azione Cattolica e a casa leggeva il periodico “Il Vittorioso”. Proprio su questo settimanale, nel 1939, esordì il grande disegnatore Jacovitti. Durante gli esercizi spirituali che si svolgevano nell'abitazione annessa al teatrino, i bambini dovevano restare tre giorni senza parlare. Dino era sempre il primo a rompere il silenzio! D'inverno don Renzo invitava in parrocchia i ragazzini di 15-16 anni e cuoceva loro le castagne per toglierli dalla strada ed anche per non farli andare a ballare. Nell'insieme don Renzo riuscì a dargli una visione positiva ed equilibrata della vita nel rispetto del prossimo.
Dino aveva un carattere gioviale, amava l'allegra compagnia. Sin dalle prime gite a piedi sui vicini colli di Croce, a Borgianello, al convento di Colfano, durante il percorso, raccontava freddure, faceva la macchietta animando, mimando e scherzando con i coetanei. Per lui l'umorismo era un dono di natura, nelle recite ricopriva sempre le parti comiche. E' sempre stato un improvvisatore, perciò era chiamato alle riunioni e alle cene dove portava una ventata di allegria. Le sue doti erano apprezzate anche da don Otello Luzi, parroco di San Martino, il quale lo voleva alle gite.
Nel dopoguerra fu fondato l'Oratorio Cristo Re con il quale Dino collaborò; all'inaugurazione furono organizzati dei saggi ginnici, nacque anche il periodico locale “L'Aquilone”.
D'estate Dino e i coetanei si recavano a scartocciare il granturco in campagna, alla fine del lavoro non mancavano mai la polenta e il ballo.

Quando Dino aveva 18-19 anni d'inverno i giovani s'incontravano e si divertivano nei veglioni caldarolesi, noti in tutta la Provincia. Allora il teatro di Caldarola era addobbato con mazzi di garofani rossi, ogni palco aveva un bivacco costituito da un caldaio d'alluminio con sotto un piccolo ventilatore che faceva muovere la carta rossa a mo' di fiamma. Sul palcoscenico campeggiava la foto del lago di Pievefavera: un ventilatore simulava le onde del lago facendo increspare il foglio di carta dell'immagine. Il pavimento era di legno, per non sollevare polvere durante le danze era trattato con la brillantina.
L'impeccabile organizzazione dei veglioni era merito dei fratelli Celso, Antonio, Petruccio e Raniero Grifi e di Antonio ed Enrico Marzioli. Ai convenuti era richiesto l'abito scuro. Tra i personaggi conosciuti dell'epoca che allietarono le serate, vi furono l'orchestra Filippini, la miss Lazio Rossana Galli, la cantante Annette, insieme all'accompagnatore di colore Salo' che suonava la tromba. A diciannove anni Pallonari entrò a far parte della locale filodrammatica “Gli amici dell'arte” fondata da don Renzo; gli incassi erano devoluti all'Oratorio e in opere pie.

Come abbiamo visto Dino ha interpretato ruoli comici in moltissime opere teatrali, tra quelle che ricorda con piacere, vi sono: “Satana”, il dramma “Al di là di ogni bandiera”, “Il Cardinale” con Augusto Fabbroni, “I tre giorni della merla” e “Il miracolo dell'amore” con Celso Grifi e Terenzio Carradorini. I costumi erano presi in prestito dal Seminario di Camerino.
Nella commedia “Il Bastone dello Zio” Dino recitava magistralmente il duplice ruolo del figlio della guardia campestre Passacantando e quello di spia. Ancora oggi lo ricorda con piacere come il suo preferito, il personaggio satirico per eccellenza.
Qualunque discorso si faccia Dino ha sempre la battuta pertinente. Per questo si è distinto brillantemente anche in un'altra disciplina: il raccontar barzellette. Il suo segreto: non si dilunga su ciò che non serve alla storiella, genera una tensione che tiene ben desto l'interesse, imponendo un ritmo sostenuto per ottenere il risultato finale: la risata!
Quando c'è lui a raccontare le barzellette in italiano o in dialetto, gli spettatori si divertono e la serata riesce sicuramente. Lo dimostrano i successi di pubblico ottenuti ad Ancona presso lo stabilimento farmaceutico Angelini, al rione San Giuseppe di Jesi, al ristorante Oasi di Costa di Staffolo durante la riunione del volontariato di Ancona, a Recanati, a Mogliano, a Gualdo, alla Bura di Tolentino e alla Corrida di San Ginesio.
Fu ben lieto anche di rallegrare gli anziani della casa di riposo di Tolentino. L'umorismo gli scaturisce dall'animo, alla fine di ogni spettacolo è soddisfatto e gratificato di aver fatto divertire il pubblico. Si ritiene più apprezzato fuori di Caldarola e ricorda: “Nessuno è profeta in patria”.
Quando si presentò per la sesta volta all'esame teorico per la patente di guida, l'ingegnere gli domandò: “Quando avviene l'accensione?” Dino rispose: “Quaranta giorni dopo Pasqua”. Fu bocciato di nuovo, ma successivamente l'ingegnere lo riconobbe per la simpatica battuta e riuscì a superare l'esame.

Negli anni 1982-83, Dino, con il nome d'arte di “Mandrake”, preso dal famoso illusionista e ipnotizzatore dei fumetti, condusse programmi notturni dai microfoni di Radio Zona L di San Ginesio e di Radio C1 di Camerino (con le spalle Gigi Quacquarini di Tolentino e Giulio Salvatori di Caldarola).
Dino ha scritto le seguenti farse dialettali in atto unico: “L'ambulatorio”, “Il gabinetto dentistico” e “L'esame per vendere il vino”, tutte da lui interpretate e rappresentate con buon successo di pubblico.
È stato anche massaggiatore della squadra di calcio di Caldarola negli anni 1950-60, di Belforte del Chienti e in ultimo di Sarnano, ricevendo varie coppe e targhe.
Divertirsi e trascorrere momenti in allegria sono importanti, ma a Caldarola non è stata dimenticata la beneficenza. Dal giugno 1998 i ricavi di molte rappresentazioni teatrali, per oltre seimila euro, sono stati devoluti al Comitato Marche dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

Eno Santecchia

by giovi

martedì 26 agosto 2008

Una ragazza della porta accanto a Etsy

Che Mariana e Paula vendono i loro prodotti artigianali a Etsy ormai lo sapete da tempo. Etsy non è solo un sito bello da navigare dove si vendono degli oggetti fatti a mano, è anche un aggregatore sociale dove poter trovare artigiani da tutto il mondo... e perché no? anche di Macerata. Ma quanti maceratesi possiamo trovare a Etsy? Per ora solo una... e lei ::sämyii::!



Si tratta di Diana, una ragazza di 24enni, che abita a Macerata City, è iscritta al II livello in Grafica, all'Accademia di Belle Arti di Macerata, come tanti studenti sta preparando la sua tesi finale. Diana esprime la sua creatività creando degli oggetti coloratissimi e oggi ci racconta non solo delle sue passioni, ma anche della città in cui vive.....



Diana, l'abbiamo incontrata un giorno tra le bancarelle virtuali di Etsy. Diana abita a Macerata, è iscritta al II livello in Grafica, all'Accademia di Belle Arti di Macerata, come tanti studenti sta preparando la sua tesi finale. Diana esprime la sua creatività creando degli oggetti coloratissimi e oggi ci racconta non solo delle sue passioni, ma anche della città in cui vive.

Conoscevi SecondoPiero? Ne hai mai sentito parlare?

No, non conoscevo SecondoPiero, ma mi sembra un bel modo per conoscere gente.

Che ne pensi del divertimento a MC?
Il divertimento è relativo a quello che piace. Diciamo che essendo una piccola città non ha tantissime cose da offrire, ma nel suo piccolo ci si può comunque divertire. Una cosa che non ha prezzo rispetto ad altre città è proprio la tranquillità.

Pensi che Macerata offra possibilità di sviluppare la tua attività ? Che mercatini ci sono in cui gli artigiani possono esporre i propri lavori? E in provincia?
Confrontandomi con altre artigiane di tutta Italia ho constatato che le Marche in generale sono molto organizzate in questo senso: praticamente ci sono mercatini tutti i fine settimana... basta spostarsi di città in città. Macerata poi organizza ormai da tantissimi anni "Il Barattolo", un mercatino dell'usato e dell'artigianato che richiama sempre molta gente e anima un po' il centro storico.



L'artigianato per te è come un lavoro o come un hobby?
Per adesso è solo un hobby, nato dalla passione per il "fatto a mano", che mi ha sempre dato un' idea di indipendenza e mi ha permesso di concretizzare la mia creatività. Devo dire che sarebbe un sogno poter vivere grazie alla propria creatività!

Descrivici la tua produzione, che tipi di oggetti fai, quali sono i parametri del tuo design?
Creo principalmente accessori: da orecchini, collane, spille, cerchietti, a borsellini ed altri oggetti particolari. Il bello infatti è che mi diletto a fare un po' di tutto e questo rende il mio repertorio molto vario. Amo creare con tutti i tipi di materiale, che ogni volta cerco di reinventare per creare qualcosa di nuovo. Sono una grande appassionata di design e una grande sostenitrice di Munari.

Raccontaci come hai conosciuto Etsy, come ti trovi, le tue aspettative e quello che ti proponi.
Quando ho trovato Etsy è stato amore a prima vista. Ne avevo sentito parlare in alcuni blog di ragazze americane e così sono andata a farci un giro. Per me Etsy, oltre ad essere una enorme fonte di ispirazione è proprio una filosofia di vita: chiunque può vendere le proprie creazioni, dai bambini a grandissimi e talentuosi artigiani.
Non c'è la freddezza che si può incontrare in un normale negozio ma al contrario si percepisce l'amore e la passione che c'è dietro ogni oggetto, realizzato con tanta cura fino ai più piccoli dettagli.
Io mi trovo molto bene, socializzo con persone di tutto il mondo, e l'idea che le mie creazioni siano apprezzate anche in altri paesi mi da ogni giorno più carica per andare avanti. Non ho aspettative particolari, per adesso. Mi piacerebbe accrescere un po' il
mio negozio, ma come tutte le cose richiede molte attenzioni e tempo. Sicuramente però sarà una cosa che cercherò di portare avanti assolutamente.

Quali sono alcuni dei pregi e difetti che ne trovi a Etsy?
Difetti non ne ho ancora notati. Pregi tantissimi: una cosa che mi fa impazzire è Alchemy. In questa sezione il negozio funziona alla rovescia: qui il committente che vuole una cosa particolare descrive accuratamente cosa desidera e gli artigiani in grado di soddisfare tale desiderio si contendono l'oggetto. Un artigiano che si sa molto adattare può trovare molte possibilità di sviluppo anche in questa modalità di vendita.
Altri pregi:
- è facilissimo da usare.
- si possono acquistare gli oggetti in base al
luogo di provenienza.
- il
treasury, ovvero le foto selezionate nella home propongono tanti stili diversi, anche questi di grande ispirazione per un potenziale cliente.
- si possono
collezionare i propri oggetti favoriti per non dimenticarli.

Abbiamo visto che oltre allo store a Etsy hai un Flickr e un blog tutti chiamati ::sämyii::, da dove viene questa nick?
Si, ormai sono conosciuta da tutti come ::sämyii:: e questo permette di identificare subito i miei spazi. Il nome nasce da un soprannome riadattato in chiave fantasiosa.

Internet, i blogs, flickr sono solo un mezzo per socializzare o ti offrono delle altre possibilità ?
Il mio blog viene utilizzato principalmente per aggiornare le date dei mercatini a cui partecipo, in modo che i miei più affezionati clienti possano trovarmi e ritrovarmi.
Con Flickr invece è tutta un'altra cosa, mi ha aperto tantissime possibilità. Ho conosciuto tantissime persone con i miei stessi interessi e gusti e, tramite alcuni gruppi ci si scambiano consigli su ogni tipo di argomento.
Le mie foto sono state più volte pubblicate su riviste e cd in paesi diversi e mi sono state offerte tantissime altre opportunità. In più sono felicissima di ricevere ogni giorno tanti complimenti per quello che faccio e questo davvero da una carica unica. La visibilità che offre Flickr è davvero diversa da tutte le altre.

Oltre a
Etsy dove si possono acquistare i tuoi lavori?
Naturalmente chi è di Macerata può trovare i miei lavori nella mia bancarella: per sapere le date basta seguire il mio blog!
Sto aprendo un negozietto on-line su Dawanda.com, ovvero un Etsy alla europea, più pratico per le spedizioni visto che non si paga la dogana, e con tutti i prezzi in €.
Inoltre sto iniziando delle altre collaborazioni sia con negozi web che non... presto vi farò sapere.

Abbiamo visto che sei stata inclusa in un libro di manualità "I LOVE HANDICRAFT: 56 craft creators' interview and diy tips", com’è che una ragazza di Macerata arriva in Cina?
Sono stata contattata tramite Flickr, uno degli editori ha scovato i miei lavori e gli sono piaciuti. Nel libro sono raccolti lavori di 56 creativi di tutto il mondo, con interviste, foto e contatti, una grandissima opportunità per me.
Sempre con gli stessi editori è probabile che partecipi ad un nuovo libro... ma per adesso non posso svelare di più.



Chiunque voglia contattare Diana, può farlo tramite internet! Diana realizza oggetti personalizzabili anche su richiesta!

Grazie mille Diana!!! a presto allora su
Etsy o in occasione dei mercatini dell'artigianato a cui parteciperai!

by giovi

mercoledì 6 agosto 2008

Cartoline da Montelago. Dall'A alla V, in ordine sparso

Cartoline da Montelago Celtic Night 2008. Cosa porta migliaia di giovani a indossare il gonnellino e a trasferirsi in massa alla notte celtica? Aspiranti Highlanders insomma.

M come Montelago Celtic Night e Musica ovviamente, ogni anno l'evento è un richiamo anche per gli appassionati che assistono ai concerti delle band. Il festival, inizia già dalla mattina con l’arrivo delle prime tende.

A come altopiano, logisticamente la sede vocata per un raduno del genere, quest’anno si è svolto a Colfiorito.

B come Birra, ne scorre parecchia tra i ragazzi. In fondo la birra è considerata la bevanda dei Celti, no? B come baby park, in funzione quest'anno sull'altipiano. B anche come barbecue, dare da mangiare agli affamati! il barbecue è un vero rito irrinunciabile per tutti i partecipanti.

C come cinghiale, nel menù degli stand gastronomici.
C anche come coroncine, in vendita negli stand dell'area artigianato, insieme a mollettoni e altri ciaffi di plastica.



D come Divertimento, a contatto con la natura.



F come fascino dell'uomo celtico, alto, possente, barbuto, anche se solo per una notte!



G come giochi, quali? i giochi celtici ovviamente.
I
come Infopoint, un punto di riferimento per le migliaia di persone che hanno affollato la manifestazione e dove si prendevano le iscrizioni ai giochi e si compravano maglie e cd. Loro anche l'idea del baby-parking.
I anche come idromiele, non solo birra insomma.
L
come lancio del tronco, lo sport preferito dai partecipanti. Nelle gare sono presenti due categorie. Gli Highlanders con lancio del Tronco da 3 metri e le Ladies, tronco da 1,8 metri.



N come novità. Nello spazio centrale dell’altopiano di Colfiorito, proprio nel cuore della festa, quest’anno è stato allestito un accampamento storico dove decine di figuranti in costume hanno dato vita ad uno spaccato dei tradizionali villaggi celtici. Strutture in legno e tende come alloggi e rappresentazione di alcuni momenti di vita quotidiana quali la sartoria, la colorazione delle stoffe, la preparazione dell’idromele, il manufatto di gioielli, la cucina, la preparazione della battaglia, ecc.

K come kilt, sembra che in molti non rinuncino a indossarlo, con questi risultati.Si racconta di molte madri che si sono viste requisire kilts (immersi nella naftalina) dai propri figli.



P come pietra, dimenticavamo che anche il lancio della Pietra è una delle attrazioni di Montelago Celtic Night.


S come strumenti musicali celtici dalla cornamusa scozzese all’arpa celtica. S stanchezza, quella che colpisce tutti i partecipanti,complici le poche ore di sonno magari passate con il suono delle cornamuse nelle orecchie.

T come tempo metereologico, una vera incognita, viste le esperienze degli ultimi anni. T come tende, uno spettacolo vederne migliaia da lontano.

V come Varnelli. E chi ha detto che si beve solo birra? Da uno stand l'azienda di Muccia elargiva cicchetti e correzioni di birra e anice, una combinazione da saggiare nel prossimo autunno magari a temperature meno infuocate?

Grazie a Emanuela- alias Alzata con Pugno, per le foto.

by giovi

sabato 26 luglio 2008

Cenone di mezza estate

July 26, 2008, 9:38 pm

Leggi ogni tanto il nostro blog Cronache Maceratesi?

Ti affacci al Forum perchè ci trovi sempre qualcosa di interessante da leggere?

Allora potresti partecipare alla prossima cena che stiamo organizzando. Sarà a Porto Recanati, venerdì 1 agosto, presso la pizzeria-ristorante "Da Fiore".

Se pensi di poter venire facci sapere nei commenti o scrivi qui. Ti aspettiamo!

Nella foto, il tramonto che ho catturato un anno fa proprio a Porto Recanati.

by giovi

martedì 22 luglio 2008

Caldarola, la targa di Garibaldi ha 100 anni

July 22, 2008, 8:19 pm



Il medaglione in ricordo di Giuseppe Garibaldi, posto su una colonna al centro del Palazzo Pallotta a Caldarola, ha compiuto un secolo. L’anniversario è passato in sordina probabilmente non per revisionismo storico. L’inaugurazione solenne si svolse domenica 12 luglio 1908. Ricordando l’evento, incontreremo anche noti personaggi d’inizio Novecento nel Maceratese. Nel settembre 1907 per promuovere l’iniziativa si formò un comitato composto di liberi pensatori laici e repubblicani. L’ing. Filippo Amici, progettista del locale teatro, che si batté poi per la lapide in onore di Giordano Bruno, fu presidente. Il sergente garibaldino M° Antonio Buscalferri rivestì l’incarico di vice presidente. Quel giorno, la cittadina apparve, come si direbbe in gergo navale, pavesata a festa. Bandiere, arazzi e strisce di carta di vario colore erano stati affissi sui palazzi e lungo le vie, a cura del decoratore Raffaele Santilli, segretario del comitato. La targa di marmo e bronzo fu opera del giovane scultore maceratese prof. Giuseppe De Angelis, mentre il testo dell’epigrafe fu scritto dall’ing. F. Amici. Il ricordo marmoreo con il proclama “O Roma o morte” costò la somma di 400 lire, donata da 565 cittadini. Allietarono l’evento varie bande musicali e fanfare, tra cui la “Giuseppe Verdi” di Tolentino, diretta dal maestro Umberto Nicoletti. Il corteo sfilò dal fondo di viale Umberto I fino a piazza Vittorio Emanuele II, dove alle ore 11,00 si svolse lo scoprimento della targa. Parlarono l’oratore Otello Masini, assessore repubblicano di Firenze, e l’avvocato caldarolese Vincenzo Amici, raccogliendo il plauso dei presenti. Parteciparono anche il sindaco di Camerino avv. Torquato Sartori e quello di Tolentino avv. Giovanni Bezzi. I festeggiamenti in onore dell’eroe dei due mondi proseguirono nel salone municipale, dove ebbe luogo un banchetto popolare cui parteciparono 150 commensali. Alle ore 16,00 nel teatro condominiale si svolse la conferenza tenuta dall’on. Lamberto Antolisei, deputato socialista di Macerata e grande oratore, il quale rievocò l’immagine di Garibaldi, figura di spicco dell’Ottocento a livello internazionale. Salirono sul palcoscenico i rappresentanti di 62 associazioni e 45 garibaldini in divisa, tra i quali il Ten. Rolando Valle, il S.Ten. Felice Fabi, entrambi di Camerino, e il sergente conte Aristide Gentiloni Silverj di Tolentino, appassionato studioso di storia e archeologia (a lui è intitolato il Museo Civico Archeologico tolentinate). Un membro del comitato organizzativo lesse i numerosi telegrammi e le adesioni giunte da tutta Italia e dall’America Settentrionale e Meridionale. L’evento commemorativo fu molto sentito; durante le guerre d’indipendenza ben tredici caldarolesi avevano militato nelle file garibaldine. La targa con il bronzeo profilo è stata restaurata da Ilio Montanari nell’autunno del 2007.

Concludo con una curiosità inedita. Anita, (Aniña Ribeiro Da Silva) era nata a Laguna nello stato di Santa Caterina in Brasile. Garibaldi la incontrò nel 1839 quando lei aveva diciannove anni e la sposò nel marzo del 1842. Gli abitanti delle città vicine, per scherzo, dicono che l’unico “grand’uomo” di Laguna è Anita Garibaldi.

Eno Santecchia

by giovi

sabato 19 luglio 2008

A Tolentino. Fiabe all'opera in giardino


In ogni vita c’è un po’ di fiaba……

In Fiabe all’opera, di cui avevamo già scritto due anni fa, Aida, Turandot e Pamina (de “Il flauto Magico”) scendono dal palcoscenico dei grandi teatri per diventare le eroine del fantastico mondo delle fiabe per accompagnarvi alla scoperta dell’opera e della musica classica.
Fiabe all’opera, ora approda al “Giardino letterario” in svolgimento a Tolentino. Grazie all'autrice, Alessandra Pierini, le eroine delle opere classiche prenderanno vita in una lettura animata che riserverà belle sorprese. Tutti i bambini e tutti gli adulti che hanno ancora voglia di sognare sono invitati a partecipare. Vi aspettiamo domenica 27 luglio 2008 alle ore 19,30 nel giardino della Biblioteca di Palazzo Fidi a Tolentino.

Qui il programma della manifestazione tolentinate.

by giovi